Oscar Giannino e Luca Ricolfi: nel 2013 c’è tanto da “FARE”

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Che fine aveva fatto Oscar Giannino con il suo nuovo movimento “Fermare il declino”? Intanto, giusto per sottolineare la democraticità di alcuni editori che, detto per inciso, dovrebbero rappresentare il massimo della liberalità, Giannino ha perso il posto a “Radio24” con la sua bellissima trasmissione “Le nove in punto, la versione di Oscar”.

Oscar Giannino
Oscar Giannino

Poi, non si può certo affermare che la stampa e le televisioni gli abbiano accordato spazi da “ribaltone della par condicio”. Da qualche settimana a questa parte non lo si è più visto in video. Incerti del mestiere, si dirà. E un campione del liberismo come Giannino non si dovrà lamentare, anche perchè – aggiungo – da persona intelligente l’avrà certamente messo in conto fin dall’inizio.

Ciò non toglie che l’informazione “libera” non c’ha fatto certo una bella figura.

Il suo movimento, tuttavia, è vivo “e lotta con noi”, come dicono alla “Zanzara”. Infatti tramite web continua ad informare i suoi aderenti e simpatizzanti con newsletter aggiornate e graffianti.
Vi riporto quella inviata negli ultimi giorni.

“Cari aderenti e simpatizzanti, l’anno che ci siamo lasciati alle spalle è stato uno dei più difficili per famiglie e imprese e i prossimi cinque anni saranno decisivi per fermare il declino lungo cui sta lentamente scivolando il nostro Paese.

Ieri, in una lettera pubblicata sul sito, Oscar Giannino ha spiegato come “in questi mesi abbiamo provato in tutti i modi a cercare composizioni con espressioni della società civile che condividessero il nostro chiaro programma in dieci punti” affinché “impresa e lavoro cessino di essere colpiti da una politica fiscale tutta tasse, che è stata l’irresponsabile via sin qui seguita dall’Italia”.
“La nascita pochi giorni fa dell’iniziativa di Monti – prosegue Giannino – mi ha obbligato a un ultimo tentativo. Perché fosse evidente a chiunque che non siamo chiusi ad alcuna verifica programmatica, visto che Monti aveva annunciato un’agenda in cantiere. Ora, il tempo è finito. Nessuna risposta è venuta. Credo sia giusto così. Evidentemente, il nostro programma è giudicato troppo chiaro e preciso, da parte di chi ha l’abitudine di tenersi le mani libere. Vale anche per Monti. A dirlo non sono io, è il suo silenzio. Un premier non eletto doveva essere ancor più chiaro di altri”.

Simili considerazioni sul desolante panorama politico italiano sono apparse, sempre ieri, sulle pagine de La Stampa in un editoriale di Luca Ricolfi dal titolo Verso la Prima Repubblica: “Monti ha voluto presentare la sua agenda come aperta, ma non ha ritenuto di rispondere alla lettera aperta che Giannino e i fondatori di Fermare il declino gli hanno indirizzato dieci giorni fa. Scelta legittima, ma in totale dissonanza con le ripetute richieste di attenzione alla società civile”. Nella chiusura del suo articolo il prof. Ricolfi delinea il rischio reale che le forti istanze di rinnovamento provenienti della società non trovino rappresentanza nel prossimo Parlamento: “Nella lista Monti le istanze genuinamente liberali contano poco. Giannino e il suo movimento sono sostanzialmente ignorati dai media. Renzi è stato sconfitto e i suoi uomini sono tenuti ai margini del Pd. Gli elettori non contano nulla perché i giochi si faranno dopo, in Parlamento, come ai tempi di Craxi, Forlani e Andreotti”.

Luca Ricolfi
Luca Ricolfi

Per tutti questi motivi è necessario impegnare tutte le nostre energie per raccogliere le firme e successivamente per la campagna elettorale. Il nostro compito è molto difficile, “ma se le difficoltà fossero stata l’unica cosa da prendere in considerazione, non ci sarebbe mai stata nella storia alcuna rivoluzione liberale e civile”. Non è più possibile delegare il nostro futuro alla vecchia politica, è arrivato il momento di FARE.

Come scrive Oscar, “La favola delle api è uno dei miti fondativi di come funzioni una società civile e produttiva. Siamo delle piccole api, non ci montiamo la testa. Ma in questo 2013 facciamo vedere che sappiamo usare il pungiglione, oltre a produrre molto buon miele”.

Visti i pochi spazi nei mezzi di comunicazione (in particolare sul “servizio pubblico”) e le conseguenti difficoltà a raggiungere tutti gli italiani, ti preghiamo di diffondere ad almeno 10 amici il contenuto di questa mail.”

Noi siamo una piccola testata “locale”, anche se di locale sul web rimane ben poco, ma siamo convinti che ai movimenti emergenti e “fuori dalla struttura” politica esistente sia utile e giusto dare spazio il più possibile, perchè sono la nostra sola possibilità di cambiamento vero delle regole del gioco politico nel nostro paese.

Quindi facciamo la nostra parte, nella speranza che i nostri lettori apprezzino.