GARDA – I pescatori ai politici: “Nuove leggi per lavorare”

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Nei giorni scorsi a Verona si è tenuto un vertice per discutere i problemi e le aspettative dei pescatori professionali sul lago di Garda. Oltre ai professionisti erano presenti i tecnici provinciali, l’assessore alla Pesca del Veneto Franco Manzato, il presidente della commissione Agricoltura Davide Bendinelli, l’assessore provinciale all’agricoltura Luigi Frigotto e il biologo Ivano Confortini

Pescatori sulle rive del Garda

I pescatori chiedono più tipi di reti disponibili, misuratori elettronici che verifichino con precisione la misura delle maglie per non incappare in multe salate; desiderano chiarezza nei controlli, anche da parte delle guardie volontarie della Provincia. Queste sono solo alcune delle questioni sollevate dai pescatori professionisti.

Alla riunione hanno preso parte anche pescatori autonomi, tra i quali Michele Meritano di Peschiera, che ha chiesto se ci siano novità sulla possibilità di tornare a pescare le anguille dopo il divieto imposto dal Ministero della salute per la presenza di diossina rilevata in questa specie ittica.

“Chiediamo di avere a disposizione reti diverse – ha esordito Massimiliano Richielli del direttivo della Cooperativa -; siamo ad esempio costretti a pescare il persico con reti di maglie di 37 millimetri, le stesse che si usano per la pesca del lavarello. Non va bene, perché il persico ha una misura minima di 18 centimetri più piccola di quella del lavarello che è di 30. Ci servirebbe una rete di almeno 32 millimetri per poter catturare il persico visto che i dilettanti, con la canna, lo possono fare”.  Il vicepresidente Oscar Pincini ha aggiunto: “È inverno e sono 45 giorni che peschiamo solo sardine e tinche: non capiamo perché non ci diano la possibilità di usare reti diverse”.

Richielli si è poi soffermato sulla questione-controlli: “Sono molti stretti. Ci va bene, ma desideriamo sapere con precisione come comportarci. Ad esempio, proprio per non avere dubbi sulla bontà delle reti, vorremmo si adottasse l’obbligatorio misuratore elettronico marchiato Ce che valuta la misura delle maglie in modo inequivocabile, evitandoci possibili multe”. Meritano ha aggiunto: “A Peschiera ho un impianto fisso per la pesca dell’anguilla. Dopo il problema legato alla diossina e il divieto imposto dal Ministero, è inutilizzabile. Ma continuo a pagare al Comune le concessioni. Non so cosa fare. Chiedo se siano in corso ulteriori accertamenti per decidere come programmare la mia vita. Perché, poi, in altri laghi questo pesce migratore, anche dal Garda, è pescato?”.

Non hanno tardato ad arrivare le risposte ai vari interrogativi posti. Confortini della Provincia ha affrontato dapprima il problema reti: “Al momento esiste un regolamento regionale che norma la pesca sul Garda nelle tre province di Trento, Verona e Brescia. Non è prevista per ora un rete per il persico, di maglia 32. C’è infatti forte opposizione a questo strumento che potrebbe provocare impatto all’ecosistema lago”. Manzato ha aggiunto: “Vedremo come affrontare la questione, se adottare o no un nuovo regolamento in tempi rapidi, elaborando però un sistema di pesca che contempli sia le esigenze dei pescatori sia l’ambiente”.

Sul tema delle anguille alla diossina Confortini ha spiegato: “Vige ora un’ordinanza emessa a maggio dal Ministero della salute che prevede il divieto di commercializzazione delle anguille per un anno, essendosi rilevata presenza di Pcb. In questa fase si stanno facendo ulteriori analisi”. Manzato: “Sul punto faremo un intervento diretto al Ministero per avere risposte chiare e rapide. Qui ci sono dei professionisti, che, con la pesca, mantengono famiglie”. Bendinelli: “La pesca sul lago è un’attività importante, va tutelata. Prenderemo in considerazione l’ipotesi di una revisione del regolamento considerando i punti sollevati dai pescatori”.