L’agenda degli italiani per il 2013

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Buon anno, cari italiani, di lacrime e sangue. Qualcuno ha calcolato che ogni famiglia spenderà in tasse e aumenti vari qualcosa come 1500 euro al mese in più. “Blitzquotidiano” ha fatto un rapido ma significativo elenco in tal senso che vi ripropongo pari pari:

1RINCARI. Iniziamo con il bollo titoli. La nuova imposta affianca quella sui conti correnti. Si applica sul conto titoli, ora denominata sui prodotti finanziari. Dal 1 marzo entrerà poi in vigore la nuovissima tassa sulle transazioni finanziarie. Su un conto titoli superiore a 22800 euro il valore del bollo è dello 0,15%. Al di sotto di questa soglia si pagheranno 34,20 euro.
Servizi postali. Spedire una lettera o una cartolina costerà 70 centesimi (costava 60), una raccomandata 3,60 euro contro i 3,30 attuali. A partire da gennaio tutte le contravvenzioni saranno più care del 6%. Aumenta di un euro e mezzo anche il canone tv(113,50 euro). Aumentano le tariffe aeroportuali nello scalo di Fiumicino: da 16 euro a passeggero si passa a 26,50. Giro di vite sul gasolio agevolato: assegnazioni ridotte del 10% e basate sul fascicolo aziendale.
L’accorpamento delle province non avrebbe solo effetti amministrativi ma, secondo i calcoli di Facile.it potrebbe condurre ad aumenti del premio RC auto per oltre un milione e mezzo di automobilisti. I rincari dei pedaggi sulle autostrade ci saranno e saranno in media del 2,91% ma c’è lo stop in 4 autostrade.
Rifiuti. La Tares sarà più cara per i nuclei familiari numerosi. Saranno infatti questi a pagare il dazio più pesante per la Tares nei Comuni dove oggi è in vigore la Tarsu. Oltre a loro, la Tares peserà sui bar, ristoranti e mense e su quelle aziende che producono una quantità maggiore di rifiuti. Sparisce il principio di sussidiarietà, quanto consumi e “sporchi”, tanto paghi.
A luglio scatta automatico l’aumento dell’Iva dal 21 al 22%. Meno sconti per chi affitta. Stretta fiscale sulle auto aziendali.
RIFORME. Lavoro e pensioni. Con la riforma del Lavoro cambiano le protezioni: debutta l’Aspi il primo gennaio (assicurazione sociale per l’impiego) che sostituisce la vecchia indennità di disoccupazione a sostegno del reddito dei lavoratori dipendenti (solo per i titolari di contratto di lavoro «subordinato»).
Con la riforma delle pensioni scatta l’adeguamento automatico dei requisiti previdenziali alla speranza di vita: dal 2013 servono 3 mesi in più.
SCONTI. Luce, 7 euro di risparmi. Sul calo dell’1,4% dell’energia elettrica hanno inciso la riduzione del 3,6% della componente energia (produzione, dispacciamento e commercializzazione) per effetto dei ribassi del prezzo nel mercato all’ingrosso, controbilanciata da un +0,5% per l’aggiornamento delle tariffe di rete e da un +1,7% per l’adeguamento degli oneri generali. Gli adeguamenti tengono anche conto degli effetti dell’attivazione delle agevolazioni a favore delle popolazioni colpite dal terremoto di maggio in Emilia Romagna, Lombardia e Veneto.
I mini-debiti dal 1 luglio verranno rottamati: fino a 2 mila euro e iscrizione a ruolo fino al 31 dicembre 1999. Il bonus elettrico per le persone colpite da gravi patologie sarà diviso in tre fasce. Contributi dimezzati per 18 mesi a chi assume a termine over 50, disoccupati da un anno, donne. 18 mesi se l’assunzione è a tempo determinato. Detraibili fino al 24% (era il 19) le donazioni benefiche a onlus. Fino a luglio detraibili al 50% e al 55% le ristrutturazioni edilizie e il risparmio energetico: da luglio tornano al 36%.”

Che ve ne pare? Magari qualche lettore pensava che raccontassi favole quando prevedevo l’aumento dell’iva -comunque andasse – a metà 2013.

Altro che le balle che ci propinavano ogni qual volta inasprivano la leva fiscale, dicendo che se aumentava l’introito del fisco, non avrebbero aumentato l’imposta sul valore aggiunto. O che, se avesse avuto successo la lotta all’evasione avrebbero abbassato le tasse.

Le solite promesse – una volta si diceva “da marinaio” – dei politici italiani, tanto per tenerci buoni intanto che ci bastonano.

Poi, se appare un comico divertente e dissacrante che tramite l’web è capace di raccogliere quasi il 20% del consenso degli elettori, tutti a gridare “dagli all’antipolitca”.

Io credo che il vero problema sia che l’attuale classe dirigente della politica italiana non ha capito ancora che ne abbiamo piene la palle – scusate il “francesismo” – di essere presi per il naso. E, per dirla più seriamente, siamo molto preoccupati di vedere che nessuno ha una chiara strategia e prospettiva di lungo periodo. Sono vecchierello, mi intristisce vedere tanti giovani senza futuro. E capisco che non abbiamo molta voglia – oltre che poche ragioni – per brindare al nuovo anno.

1 Commento

  1. grande Claudio. ! Sono perfettamente d’accordo con te. come penso milioni di italiani!

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