GARDA – Vertice a Verona: al centro i problemi sulla pesca nel lago

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Nei giorni scorsi un vertice a Verona per discutere i problemi e le aspettative dei pescatori professionali sul lago di Garda con l’assessore alla Pesca del Veneto, Franco Manzato, e Davide Bendinelli, presidente della commissione Agricoltura.

Pescatori sulle rive del Garda

“Il lago di Garda ha una sua innegabile specificità, che si riflette anche sull’attività di pesca a titolo professionale, che continua ad essere una realtà economica portante e dalle grandi potenzialità. Il lago di Garda – ha spiegato Bendinelli –  è popolato da una trentina di specie, ognuna con le proprie peculiarità e il proprio equilibrio. È importante fare il punto della situazione con gli operatori, sia per quanto riguarda l’aspetto normativo, sia per la sostenibilità ambientale, considerando ulteriori possibilità di integrazione di reddito, preso atto che la nuova legge regionale sull’agriturismo, varata dalla Commissione che presiedo, ha introdotto e potenziato due settori innovativi come quello dell’ittiturismo e del pesca turismo”.

“Diamo immediatamente il via a un confronto con le associazioni, per capire quali sono i margini di intervento sulla regolamentazione attualmente in vigore, che limita e mette in difficoltà la pesca professionale nel Lago di Garda. Interverremo anche a livello ministeriale per capire quali spazi si possono utilizzare”, da detto l’assessore alla pesca del Veneto Franco Manzato.

Il lago di Garda è da lungo tempo autentica risorsa per quanti scelgono di lavorare in questo comparto per trarne il proprio reddito. Ma negli ultimi decenni si è assistito ad un depauperamento delle risorse, mentre l’introduzione non coordinata di regole comunitarie ha finito con l’incrementare le difficoltà e rendere impossibili alcune attività. Le maggiori preoccupazioni riguardano la pesca del pesce persico e del luccio, che richiederebbe una maglia di rete da 37 mm, il cui utilizzo è da tempo vietato dalla Unione Europea. Le norme comunitarie, infatti, autorizzano l’utilizzo di una maglia da 60 mm, troppo larga per questo tipo di pescato ed adatta solamente per sardone e tinche. Ciò paralizza, a detta dei pescatori, l’attività per tutto il periodo invernale. Si parlato anche del problema delle anguille, la cui pesca è stata vietata nel Garda per motivi sanitari, mentre continua ad essere operativa sul Mincio.