Andiamo verso il pensiero unico?

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Forse Mario Monti smentirà la mia previsione di un suo mancato impegno diretto nella corsa elettorale. A me pare ancora difficile, ma vedremo. Certo il suo modo di presentare la sua “agenda” e il suo “salire in politica” da Twitter ha scompaginato il cielo della politica.

downloadTuttavia – tra le molte e scontate cose – quella che mi ha colpito maggiormente è stata la presa di posizione dell’Osservatore Romano che, ovviamente, rispecchia il pensiero del Vaticano. La sperticata lode al preside lascia capire in tutta chiarezza che in futuro Mario Monti – fosse eletto premier- non metterebbe mai in discussione tre principi fondamentali per la chiesa: famiglia, diritto alla vita e scuola. Forse aggiungerei tasse alle proprietà vaticane.

Non vorrei apparire “eretico” ma questo “allineamento” che si va sempre più delineando al centro mi ricorda tanto certi “rassemblamenti” politici apparsi in passato sotto la bandiera “Dio, patria, famiglia”, che tanto danno hanno fatto alla democrazia prima e alla modernizzazione del nostro paese poi.

Cosa volete che vi dica: a me il pensiero “unico” appare sempre come un pensiero debole. Io credo che oggi l’Italia abbia bisogno di una rottura esplosiva degli schemi politici esistenti e non di scenari alla “volemose tanto bene”, come alcune parti vorrebbero lasciar credere al “popolino”.

download (1)Non so voi, ma io alle potenzialità modernizzatrici e riformatrici di gente come Casini e Fini – tanto per citarne due – cresciuti all’ombre di coloro che hanno gettato le radici del disastro nel debito pubblico il quale, è bene ricordarlo, non è addebitabile certo alla seconda Repubblica, faccio fatica a crederci.

Credo magari più a gente come Grillo, che non sarà un geniaccio della politica, forse non avrà la credibilità internazionale, magari ci porterà sull’orlo del baratro economico ma, vivaddio, ha il coraggio di dire le cose come davvero sono. Cioè che l’Italia è in default tecnico e la nostra politica economica è decisa certamente a Bruxelles e non a Roma. Che i prossimi anni saranno di sudore tasse e sangue perché l’Europa ci ha imposto un rientro forzato dal debito. Che quanto fatto fino ad ora da Monti ha toccato le tasche dei soliti noti e le corde di una sensibilità pubblica contro l’evasione fiscale facendo molto “teatro mediatico” ma poca sostanza. Che – infine – le caste hanno visto rimanere inalterati i loro benefici a spese dei contribuenti onesti e quando parlo di caste intendo dire anche la chiesa, oltre che i politici, i banchieri, i manager pubblici e – perché no – anche i giornalisti e gli editori in genere, tanto per non far torto a nessuno.

Ma là dove nasce la ricchezza distribuita, cioè il mondo del lavoro, le imprese e le famiglie, nulla è stato fatto per generare crescita e avviare un cambiamento di passo.

Questa è la verità sotto gli occhi di tutti. Peccato che in campagna elettorale si finisca sempre per fare di ogni erba un fascio e dimenticare errori e responsabilità dei singoli politici e dei partiti. Questa è la vera debolezza degli italiani.