GARDA – Visite ai siti archeologici: Sirmione nella top ten

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Aumentano le visite alla villa romana di Desenzano, calano sensibilmente quelle al castello scaligero di Sirmione, dove però tengono i numeri delle Grotte di Catullo.

Questo è quanto emerge dai dati statistici del 2011 forniti dal Ministero, che ha stilato un bilancio con più ombre che luci. A pesare sui risultati sirmionesi sono state senz’altro le chiusure domenicali e nei giorni festivi dei due siti da metà agosto a inizio dicembre, chiusure decise dall’amministrazione comunale per via dell’esaurimento dei fondi per pagare gli straorinari al personale. Le Grotte di Catullo, invece, si mantengono nella top ten della classifica nazionale dei giacimenti archeologici più visitati d’Italia. In modo particolare, l’area archeologica si colloca all’ottavo posto, dietro il Colosseo, gli scavi di Pompei, Ercolano, Ostia, Pestum, Caracalla e villa Adriana. Pessimo, invece, il risultato del castello scaligero, le cui visite sono scese da 204.192 a 168.665. Causa del calo forse l’incremento del prezzo del biglietto di ingresso e la riduzione del numero degli ingressi gratuiti.

In ogni caso i numeri del 2011 (e non solo) raccontano l’eccellenza dei monumenti archeologici gardesani, sebbene in una certa misura rispecchino anche la crisi economica in cui il nostro Paese versa. Sirmione, dunque, si mantiene nei primi posti della classifica nazionale, ma anche della Lombardia nella classifica che considera anche i musei, con le Grotte di Catullo dopo il Cenacolo, Brera e Palazzo Ducale di Mantova.

Buone notizie arrivano poi per Desenzano: la villa romana, non interessata dal problema delle chiusure che ha coinvolto e penalizzato Sirmione, ha superato per la prima volta quota 20mila visite.

Complessivamente i siti archeologici di Sirmione e Desenzano hanno nel 2011 fruttato incassi pari a 847.811 euro, in quinto circa di quelli introitati nell’intera Regione Lombardia e una risorsa economica non da poco in un periodo di vacche magre come quello attuale.