DESENZANO – Consulta urbanistica, il sindaco risponde ad Abate e Scamperle

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Il gruppo consiliare di minoranza, guidato dagli assessori Abate e Scamperle di ‘Desenzano civica’, ha chiesto l’annullamento della delibera con la quale è stata costituita la Consulta Urbanistica e Mobilità, dalla quale sarebbe stata esclusa, a loro parere ingiustamente, la loro lista. I due hanno dunque lamentato disparità di trattamento rispetto alla maggioranza.

Il sindaco Rosa Leso non ha tardato a rispondere alle accuse: “Viene lamentata – ha scritto il sindaco a Scamperle e Abate – una disparità di trattamento da parte della giunta che avrebbe accolto l’indicazione tardiva del capogruppo di maggioranza Silvia Colasanti, mentre avrebbe bocciato l’indicazione tardiva da parte del vostro gruppo consiliare. La ricostruzione non è aderente a quanto avvenuto dato che, come emerge dalla email allegata e dalla stampa della cronologia estratta dal server, l’email della capogruppo di maggioranza Colasanti ha seguito una tempistica nella norma avendo trasmesso nei termini la propria indicazione.

Esaminando la documentazione consegnatavi dagli uffici e allegata alla vostra richiesta, appare che vi fu consegnata la stampa della comunicazione intercorsa tra la dr.ssa Bugna e la sig.ra Maraviglia, avvenuta il 7 agosto, comunicazione che rileva ai soli fini interni e istruttori. Siamo sicuri che tale documento abbia tratto in errore la vostra buona fede e, forse, parlandoci, si sarebbe chiarito l’equivoco. In diritto, la legge statuisce che il provvedimento amministrativo adottato in violazione di legge o eccesso di potere o da incompetenza possa essere annullato in via di autotutela.

Nella fattispecie, nessuna delle suddette figure sintomatiche del vizio del provvedimento possono essere invocate: non risulta violata alcuna norma di legge, non vi è alcun eccesso di potere né si ravvisa un’incompetenza dell’organo deliberante, il quale si è attenuto alla delibera del consiglio comunale del 27 luglio, atto efficace non essendovi stata alcuna proposizione di impugnativa. Capisco – ha terminato Leso – la lamentela, sotto il profilo politico, ma ciò attiene a scelte compiute dall’Aula in sede di determinazione della composizione della Consulta, materia sulla quale la giunta non può e non deve entrare nel merito pena – in questo caso certamente – adottare un atto viziato ai sensi della norma da voi invocata”.