Il Cav e la fidanzata “ragazzina”

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Le comparsate del Cav in televisione e i racconti sulla sua vita privata hanno riacceso dibattito e interesse attorno alla sua persona e al suo operato.

Francesca Pascale

La cosa mi ha – francamente – assai stupito, perché pensavo ingenuamente che – chiunque – dotato di un minimo di buonsenso non avrebbe valutato che “teatrali” le sue presenze ai vari talk show. E con teatrali intendo finalizzate alla campagna elettorale ormai in corso d’opera.

Invece no. Anche giornalisti impegnati, intellettuali famosi, addirittura la moglie del compianto Moravia – tirata per la giacchetta da Sgarbi alla Zanzara e sollecitata da quei due “grandi” di Cruciani e Parenzo e molti politici “di grido” si sono impegnati a dire la loro. Pensieri in libertà assai poco “politici” e molto gossippari sulla nuova giovane fidanzata, e sul nuovo corso della vita privata del Cavaliere.

Non avrei prestato attenzione più di tanto se non fosse stato che una persona – a cui sono molto legato da tempo immemorabile – mi ha chiarito molte delle oscure dinamiche attorno a cui ruotano simpatie o giudizi negativi su Berlusconi e il suo operato. E trattandosi di persona che stimo e sulla cui levatura intellettuale e spirituale non ho alcun dubbio mi sono lasciato “trascinare” nella discussione.

La sostanza del discorso è che le continue e immotivate incursioni nella vita privata del Cav lo hanno reso un’icona della difesa della privacy. Quelle ripetute occhiate attraverso il buco della serratura di Arcore hanno fatto sì che lui potesse presentarsi agli italiani come un uomo perseguitato fin dentro la camera da letto da avversari politici che pur di abbatterlo hanno utilizzato tutti i mezzi possibili, anche quelli meno leciti. In fin dei conti quel che uno fa in casa propria sono affari suoi. E poi, alla sua età, cosa mai poteva pretendere se non alcune “cene eleganti” a cui – a suo dire – l’avrebbero spinto i “soliti amici noti” contro la sua volontà?

E fin qui posso anche condividere, stiracchiando un po’ il mio proverbiale buonsenso.

Il punto è – e qui non ci sono dubbi – che quel gran pezzo di “giocherellone si è giocato” la credibilità a livello europeo e internazionale a forza di battute sulle “culone inchiavabili”, sui presidenti Usa molto abbronzati, schiamazzando come uno scolaretto alle riunioni con la regina Elisabetta, facendo le corna alle foto ufficiali del “G 20” e via discorrendo.

E quando i signori si sono rotti le palle dei suoi scherzi da caserma hanno pensato bene di toglierlo di mezzo mettendo sotto pressione il nostro stratosferico debito pubblico e facendo schizzare lo “spread” fin quasi a 600 punti.

E, mentre fino ai vari “bunga bunga” potevamo anche fregarcene sorridendo beatamente, a quel punto il giochetto dei mercati – invece – ci interessava direttamente perché lo spread incide sugli interessi passivi di imprese e famiglie.

E l’intervento di Napolitano, per quanto discutibile, è diventato necessario.

Il resto della commedia è cronaca: da lì in avanti ci siamo ritrovati tra i piedi il bravo “preside”.

Che ora, dalle ultime dai palazzi della politica, pare anche trovarci gusto e potrebbe smentire le mie previsioni circa la sua mancata candidatura alle prossime elezioni.

Staremo a vedere.