BRESCIA – Quando la Sanità funziona, parola a una lettrice dell’EdV

0

Abbiamo ricevuto e pubblichiamo volentieri, soprattutto per i toni con cui affronta un tema delicato, una lettera mandata da una nostra affezionata lettrice e amica che preferisce restare anonima. La sua è una testimonianza di quanto la sanità possa essere d’eccellenza.

Quando una “banale” caduta ti cambia la vita. Un infortunio che capita a tanti, dunque nulla di eccezionale rispetto ad altri casi che toccano la salute, talvolta in modo pesante e irreversibile. Tuttavia, quando si verifica un evento inaspettato, non presente nella tua fitta agenda di impegni, resti “basito”. Improvvisamente la tua libertà fisica viene annullata, hai bisogno degli altri anche per le piccole necessità quotidiane. Allora entri nella sfera di quanti, da un’intera esistenza, sono “diversamente abili”. Raccontare la mia esperienza, comune a chissà quanti, è una sorta di condivisione. Avere vissuto, temporaneamente, la condizione di disabile con postumi che hanno lasciato il segno, mi ha portato a capire.

La Clinica Città di Brescia

Le sofferenze, il dolore fisico e morale, il senso di impotenza. Una banale caduta ti distrugge un piede, rimesso insieme grazie a un chirurgo che ha saputo lavorare bene, quattro mesi di immobilità, poi la rinascita attraverso le terapie di riabilitazione e, piano piano, il rientro nella quotidianità di un mondo normale. Non è ancora finita, il percorso è lungo ma io sono di nuovo in piedi, fisicamente e psicologicamente. Tanti, purtroppo, non possono dire la stessa cosa. A queste persone va il mio pensiero perché per quattro mesi ho vissuto la loro condizione senza avere lo stesso coraggio, la stessa consapevolezza, il sorriso e la serenità che le rende diversamente abili, con quel qualcosa in più che le rende speciali. No.

Io avevo tanta rabbia, la soglia del dolore si era malinconicamente abbassata, pensavo che non ce l’avrei fatta. Non è stato cosi, la “ferramenta” sulla quale cammino, con l’ausilio delle stampelle, non mi fa più paura e questi mesi di riflessione hanno sortito l’effetto finale, ossia: sto gradualmente tornando a una quasi normalità, conscia del fatto che non sarà più come prima ma, alla fine, sono ancora in piedi e in gran parte autonoma. Tutto ciò grazie a una “BUONASANITA’” della quale Brescia e la sua provincia possono vantarsi. Fanno certamente più notizia gli episodi di cosiddetta malasanità, fatti di cronaca, scandali; contestualmente vi sono migliaia di malati che questa Sanità, pur con tagli e restrizioni, la debbono ringraziare. La mia modesta esperienza può testimoniare di un “signor” reparto di Ortopedia nella clinica Città di Brescia, con medici e paramedici dotati di grande competenza.

La Fondazione Maugeri

La cautela dei chirurghi mi ha aiutato ad affrontare un lungo percorso che io non volevo accettare, gli infermieri, giorno e notte sempre disponibili, mi hanno riconciliato con l’inconscia parte di me che non ammetteva la fatalità di una “banale caduta”. Credetemi, a chi vive la condizione del malato non può fregar di meno degli scandali, delle garze a numero limitato. Dalla città alla Valtrompia, stesso discorso, anche trattando una realtà indispensabile quale è il volontariato. In questa trova sicuramente spazio la Croce bianca di Lumezzane che ha reso un servizio paziente e fondamentale per le mie cure, ma una vera scoperta è stata la Clinica Maugeri, sempre in Valgobbia. In massima parte anziani con gravi patologie assistiti costantemente da infermieri e medici. Che dire dei tredici fisioterapisti che fanno della palestra riabilitativa un punto d’incontro, e allora ti convinci che tutto è possibile e davvero riprenderai a camminare perché loro ti accompagnano passo passo e (che bello!) torni a deambulare dopo quattro mesi di sedia a rotelle.

Piccole vittorie che sembrano grandi traguardi. Alla fine, pensi, chi fa di una struttura sanitaria un centro di eccellenza? Il personale. Dai medici agli infermieri, agli O.S.S. che fanno il loro lavoro con pazienza e passione. Quando l’assistenza alla persona non è “mestiere”, quando il rapporto medico-paziente è fatto di umanità, professionalità e studio di ogni singolo caso ecco che, nonostante i tagli, possiamo ancora vantarci di avere Centri di Eccellenza (non a caso con la maiuscola), che ti rimettono a nuovo come la Maugeri. A tutti un grazie di cuore da una persona quasi “diversamente abile”.