GARDA – Tav: “La gente è contraria e va ascoltata”. Gazebo nei paesi e proteste dal Carroccio

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Treni ad alta velocità: la Lega Nord si schiera contro il passaggio sul Garda della tratta Brescia-Verona. Nei giorni scorsi, infatti, la Lega Nord bresciana ha lanciato un ultimo disperato appello, forse l’ultima chance per tentare di risparmiare le colline moreniche del Garda dal passaggio della Tav.

Per impegnare il governo almeno a valutare la possibilità di spostare più a sud il tracciato della Tav per la tratta Brescia-Verona, in modo tale da ridurre l’impatto ambientale e i costi di un’infrastruttura stimata in 2 miliardi e 800 milioni di euro, il Carroccio ha fatto un ultimo tentativo, chiedendo di dare ascolto alle richieste scritte avanzate all’unanimità dai Comuni di Desenzano, Lonato, Calcinato e Sirmione con la Provincia di Brescia, da tutte le associazioni di categoria degli agricoltori gardesani e da due mozioni presentate al Consiglio regionale (una di Parolini del Pdl, una del leghista Marelli), rimaste ad ora lettera morta.

“I parlamentari leghisti riporteranno ai voti una risoluzione alla Commissione trasporti della Camera. Vedremo chi la voterà – ha annunciato Fabio Rolfi, segretario provinciale del Carroccio -. Ai deputati bresciani del Pdl e del Pd chiediamo di non nascondersi, di appoggiare con noi la richiesta che arriva dalle istituzioni locali e dai cittadini del territorio coinvolto dal progetto”. Si tratta della risoluzione parlamentare 7/01012, presentata in Commissione alla Camera il 17 ottobre e bloccata dal fuoco di sbarramento dei deputati mantovani, ma anche dall’assessore regionale Gilardoni.

Una risoluzione alla quale hanno aderito non solo i leghisti Molgora, Volpi, Montagnoli e Desiderati, ma anche Corsini e Ferrari del Pd, Maria Stella Gelmini e Aldo Brancher del Pdl. “Ma firmare non basta – ha aggiunto Rolfi -. Adesso si tratta di attivarsi politicamente. Noi siamo favorevoli alla Tav in sè, opera necessaria per modernizzare le nostre infrastrutture. Ma il tracciato che passa sul Garda avrà un impatto insostenibile sul territorio, sul turismo, sull’agricoltura. Il progetto del 2003 è solo un preliminare: si può modificare e vogliamo provarci. Vogliamo invece – aggiunge il segretario leghista – prendere le distanze dai No Tav, dalla loro opposizione ideologica all’alta velocità. Per noi non si tratta di dire ‘no’ all’alta velocità in generale, ma a uno specifico progetto che non va bene. Finora – ha ricordato Rolfi – anche sindaci e deputati di Pd e Pdl hanno detto che questo progetto è insostenibile. Ma se non faranno nulla di concreto per cambiarlo, poi non si potranno lamentare quando, entro un paio d’anni, ci ritroveremo i No Tav sul Garda con uno scenario tipo Val di Susa”.

“Il 15 e 16 dicembre presidieremo per due giorni le piazze di Calcinato, Lonato, Desenzano e Sirmione – ha annunciato il consigliere provinciale Paolo Formentini -. Raccoglieremo firme e spiegheremo alla gente che cosa comporterebbe questo progetto per il nostro territorio. Spiegheremo che la volontà dei Comuni e della Provincia è stata finora ignorata e calpestata, a Milano come a Roma, da tecnocrati e poteri forti. Vogliamo far sentire la voce del territorio, prima che sia troppo tardi”. Anche Formentini, il segretario della Lega a Desenzano, ha lanciato anche un appello politico al sindaco Rosa Leso: “Il suo Comune, su proposta della Lega, è stato il primo a chiedere formalmente la revisione del tracciato. Devo dare atto a Rosa Leso di essersi attivata per coinvolgere tutti gli enti locali. Adesso c’è bisogno che faccia pressione sui parlamentari del suo partito affinché, a Roma, appoggino con maggior energia la risoluzione per la revisione del tracciato”.