GARDA – Tav: “Il progetto non si cambia”

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“La Tav deve per forza passare sul Garda. Non farà danni, e comunque ormai è deciso: ogni ipotesi di tracciato alternativo è fuori discussione”. Queste le parole, che non lasciano spazio a speranze, dell’assessore regionale lombardo ai Trasporti, Andrea Gilardoni, pronunciate in commissione parlamentare.

Sul piede di guerra le istituzioni dell’area gardesana, dai deputati ai sindaci, dai consiglieri provinciali agli stessi consiglieri regionali, che da mesi si trovano coinvolti in un difficile lavoro tecnico-diplomatico volto a proporre un tracciato alternativo, al fine di tutelare le colline moreniche dall’impatto della Tav Brescia-Verona.

Si domandano, i gardesani, con quale legittimità l’assessore regionale, adottato tale decisione e lo accusano di non aver tenuto in debita considerazione quei progetti, quei tracciati alternativi, che sono costati ben due anni di lavoro istituzionale. Senza preoccuparsi delle decisioni del Parlamento, che ha già approvato una risoluzione in Commissione trasporti e a breve ne discuterà un’altra, delle Regioni, giacché è assegnata alla commissione Territorio la valutazione di un tracciato alternativo, e della Provincia e Comuni, dove molteplici mozioni sono già state approvate dal Consiglio provinciale bresciano e dai Comuni di Calcinato, Lonato, Desenzano e Sona, Gilardoni ha tratto le sue conclusioni.

Conclusioni che hanno mandato su tutte le furie il deputato leghista veronese Alessandro Montagnoli, che già nel 2010 aveva fatto approvare una risoluzione che impegnava il governo a valutare un’alternativa. Una seconda risoluzione, firmata da 14 parlamentari gardesani, dalla Gelmini a Corsini, da Desiderati a Divina, da Molgora a Ferrari, era poi in discussione per ribadire l’impegno. “Ma non finisce qui – ha detto Montagnoli -. Siamo determinati a ripresentare la risoluzione in Commissione alla Camera, proponendo di metterla ai voti. Così verrà alla luce chi davvero abbia a cuore questo problema. Il sottosegretario alle Infrastrutture, Guido Improta, ci aveva fatto sapere dell’attenzione del Governo sulla richiesta di rivedere il tracciato, dando una buona disponibilità. Restavano da convincere i parlamentari mantovani, timorosi di vedersi recapitare un pezzo di Tav, ma c’erano delle possibilità. Poi l’assessore lombardo ha detto tutto il contrario, sostenendo che non ci sarebbero problemi ambientali nè economici, che insomma il progetto sta bene così. Ma noi andremo avanti”.

Anche i consiglieri regionali lombardi non hanno apprezzato le parole dell’assessore del Pirellone. Mauro Parolini, del Pdl, primo firmatario della mozione per la revisione del tracciato, ha detto: “Io penso che la Tav si debba fare, ma non è pensabile che si debba per forza tenere per buono un tracciato concepito nel 1991, senza neanche tentare di ridurne l’impatto e i costi con ipotesi alternative. Se si tratta di non perdere tempo, sono d’accordo. Ma se si vuol chiudere il discorso io non ci sto”. Gian Antonio Girelli, Pd, si dice sorpreso: “Non si capisce a che titolo abbia parlato l’assessore Gilardoni, dato che questa Giunta ha solo compiti di ordinaria amministrazione, e che il Consiglio ha assegnato alla commissione di studiare soluzioni alternative. Ma col suo intervento, l’assessore ha affossato la richiesta di revisione della linea”. Anche Paolo Formentini, consigliere provinciale e segretario della Lega Nord di Desenzano, va all’attacco: “Comuni guidati dalle più diverse forze politiche, insieme alla Provincia e ai vari consorzi agricoli, hanno espresso il loro parere contrario, ma queste volontà vengono ora calpestate. Spero si possa rimediare alla frittata fatta da Gilardoni. Dice che i danni ambientali saranno minimi: ma lo ha mai visto l’entroterra del Garda?”. Deluse anche le associazioni ambientaliste. Gabriele Lovisetto, del Comitato colline moreniche, ha concluso: “Esternazioni sconcertanti, e con quale legittimità? È l’ora che si faccia un confronto serio e operativo, per evitare di continuare a prenderci in giro”.