ISEO – Motosilo Montisola, inizia il processo contro il Comune

0

Il 17 gennaio del 2013 presso il Tribunale di Brescia inizierà il processo tra alcuni privati cittadini di Peschiera contro l’amministrazione di Monte Isola e la Comunità Montana del Sebino per il mancato rispetto delle distanze regolamentari tra il motosilo di Peschiera e le loro abitazioni.
Falliti i cinque tentativi di mediazione si andrà pertanto al processo civile con due ipotesi di conclusione della causa:
1- che il parcheggio venga demolito
2- che i privati cittadini vengano risarciti per il pesante danno arrecato alla propria abitazione sia per l’accertato mancato rispetto delle distanze, che per la consistente riduzione di valore dello stabile in seguito alla perdita della vista lago.

Ai ricorrenti è stato proposto un indennizzo ridicolo, due posti moto in uso gratuito a famiglia. Allo studio dell’amministrazione comunale c’è quindi l’ipotesi di mettere a pagamento il parcheggio per sostenere gli eventuali costi dell’indennizzo ai proprietari dello stabile confinante.

Legambiente ha sempre sostenuto assieme alla gran parte dei cittadini di Monte Isola, come emerso anche dal sondaggio telefonico di un paio di anni fa commissionato dalla nostra associazione, che il motosilo non era da fare. In primo luogo perché fortemente impattante e completamente avulso dal contesto paesaggistico, in secondo luogo perché queste consistenti risorse spese (1.030.000 €) potevano essere meglio utilizzate per un nuovo acquedotto o altri interventi di assetto idrogeologico e di tutela ambientale, piuttosto che affrontare in questo modo il problema dei parcheggi a Montisola.

Problema per altro non risolto, infatti a quindici mesi dall’apertura del motosilo di Peschiera sono ancora almeno 130 le moto che sostano nelle vie di Peschiera. Il motosilo nonstante quello che è costato non è neppure sufficiente per ricoverare le circa 300 moto giornaliere dei pendolari.

Inoltre, il sovraffollamento del motosilo, previsto per 114 posti ma utilizzato da 170 motociclette mette a repentaglio la sicurezza degli utenti e dei loro mezzi.
Da questa brutta vicenda di cattiva amministrazione si possono già trarre alcune conclusioni. Che il tema dell’ambiente e del paesaggio è ancora troppo colpevolmente sottovalutato e che le risorse pubbliche sono spese senza nessun criterio di oggettiva necessità ma figlia della facile spesa pubblica a pioggia.
Oltre all’alto costo della struttura andranno ad aggiungersi i costi delle spese legali, degli eventuali indennizzi e dell’abbattimento parziale o totale del maxi parcheggio (chi pagherà?).