LUMEZZANE – Stefano Accorsi al teatro Odeon è “Furioso Orlando”

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Lunedì 10 dicembre al teatro Odeon di Lumezzane (tutto esaurito) Stefano Accorsi sarà il protagonista di “Furioso Orlando”. Lo spettacolo è inserito nella stagione promossa dall’assessorato alla Cultura del Comune di Lumezzane. Interprete acclamato nel firmamento cinematografico internazionale, Stefano Accorsi torna al teatro a cui deve la sua formazione di attore – dal diploma alla scuola bolognese di Alessandra Galante Garrone ai numerosi spettacoli negli anni novanta fino a “Il dubbio” diretto da Sergio Castellitto nella stagione 2007/08 – e sceglie di sperimentare portando in scena il grande poema ariostesco.

In questa “avventura cavalleresca”, coprodotta dal Nuovo Teatro e Teatro Stabile dell’Umbria, lo accompagna Marco Baliani, instancabile regista, maestro e affabulatore. La presenza femminile è evocata dal fascinoso controcanto vocale e gestuale di Nina Savary. Scene di Bruno Buonincontri e costumi di Alessandro Lai. Disegno luci di Luca Barbati. Il teatro apre alle 20 e lo spettacolo inizierà alle 20,45. Stefano Accorsi, dopo la tournée de “Il dubbio” di John Patrick Shanley nel 2008, con la regia di Sergio Castellitto, ritorna al teatro, diretto da Marco Baliani, con “Furioso Orlando”, un adattamento dell’Orlando Furioso di Ludovico Ariosto, testo che Luca Ronconi nel 1969 aveva portato in scena con un memorabile allestimento a Spoleto.

Una sfida interessante per un attore versatile che alterna cinema, tv e teatro e che aveva già proposto al Louvre di Parigi nel 2009 una lettura del poema ariostesco. “Lucilla Morlacchi, mia partner ne Il dubbio, grandissima interprete anche della Divina Commedia – racconta Accorsi – mi incoraggiò e mi consigliò di recitare l’Orlando Furioso; così, studiandolo a fondo, l’ho riscoperto, dopo le prime letture che risalivano ai tempi del liceo”. Il regista Marco Baliani, l’attrice-cantante-musicista Nina Savary e Accorsi si sono concentrati sulle due storie d’amore principali del complesso poema epico cavalleresco sulla guerra causata dall’invasione della Francia di Carlo Magno da parte del musulmano Agramante: Orlando, paladino di re Carlo, insegue la bella Angelica e la guerriera cristiana Bradamante si innamora del cavaliere saraceno Ruggiero che poi si convertirà.

“L’uomo viene posto in primo piano – sottolinea Accorsi – con tutte le sue debolezze; infatti, dopo la prima battaglia, sparisce il lato epico e ogni personaggio combatte per sé, per inseguire le proprie passioni. Re Carlo mette in palio per destinarla al miglior cavaliere Angelica, poiché teme la rivalità tra i suoi paladini per conquistarla. Ma Angelica riesce a fuggire, così Orlando, l’unico a rimanere fedele solo a lei, prende coscienza di averla persa, la cerca e, scoperto che si è innamorata del giovane saraceno Medoro, rivela tutta la sua fragilità: la sua integrità si sbriciola e diventa pazzo furioso per il dolore”. “Furioso Orlando” non è la riproduzione “mimetica” del poema: i personaggi vengono raccontati, osservati, citati da Stefano che diviene, di volta in volta, “un narratore multiforme”, come lo stesso Ariosto che leggeva, interpretando, la sua opera nelle corti.

Alla recitazione si alternano le canzoni di Nina Savary, “coscienza femminile dello spettacolo”, inoltre, occasionalmente si inseriscono alcune “derive”, digressioni, come il tema della gelosia che allude all’Otello di Shakespeare”. Il dissidio tra cristiani e musulmani, invece, rimane sullo sfondo, mentre se si cercano riferimenti all’attualità, si trovano nella condanna di tutte le guerre, presente già nella scrittura dell’Ariosto che compiange la morte di tanti giovani. Conclude infatti Accorsi: “In Ariosto Dio è assente, ogni uomo è solo davanti alle sue responsabilità, ai suoi doveri, alla propria coscienza, poiché i sentimenti prendono il sopravvento sui ruoli e sulla missione nobile e religiosa: si combatte una guerra di religione, ma le passioni amorose sono più forti. Ariosto mette uomini e donne davanti ai casi della vita, poiché ritiene sia il caso a regolare gli eventi del poema: gli uomini spesso si trovano al posto sbagliato nel momento sbagliato per strane coincidenze”.