Il ritorno del Cav, a meno che ci ripensi

0

Alla fine – dopo innumerevoli giravolte – ha deciso di ricandidarsi, mandando a “escort” tutte le buone intenzioni dell’Angelino Alfano sulle primarie e sul cambio generazionale nel centrodestra.

Brutalmente: penso che non servirà al Pdl. Perderà ugualmente le elezioni. Ma non perché a sinistra abbiano idee e programmi per portare il paese fuori dalle secche.

Non servirà perché il bacino elettorale del centrodestra – quello cosiddetto “delle partite iva”, del ceto moderato, degli artigiani e dei commercianti falcidiati dalla crisi e senza più nessuno che li difenda – è rimasto profondamente deluso dall’esperienza di governo del centrodestra. Dalla immobilità generata da liti continue, prima con Fini, poi con la Lega. E – come se le liti non fossero bastate – da tutti gli scandali successivi e da quelli recenti che hanno coinvolto uomini e donne, ex ministri e governatori di regione, capi corrente e responsabili di gruppi consigliari nelle regioni e nei comuni al nord come al sud.

I reati, se confermati dalle inchieste, sono sempre personali. Ma in politica è difficile credere che i vertici possano non sapere, a meno di pensare che i vertici siano popolati da una massa di deficienti con le fette di salame sugli occhi.

D’altra parte si sa: la politica è l’arte del possibile, spesso a tutti i costi.

Per il centrodestra smarcarsi dal governo Monti – ora – non serve a nulla. Quando si sono votati a favore tutti i comici decreti “salva questo e salva quelli” e tutte le leggi sulle varie liberalizzazioni che non hanno cambiato di una virgola la vita di famiglie e aziende in questi mesi. La gente si ricorderà di queste scelte scellerate.

Intendiamoci, il centrosinistra idem: anche loro hanno votato tutto. Anche se adesso iniziano a fare i distinguo con le solite specificazioni di lana caprina. La sostanza non cambia: Monti l’hanno sostenuto tutti, fino a quando ci ha mazzuolato brutalmente con le tasse. Senza mai – però – ledere in ben che minima parte i privilegi della casta.

Torniamo al ritorno in campo di Berlusconi . Ha già scatenato anche le solite polemiche sulle reazioni dei mercati e sullo spread delle cui sorti, francamente, non si sentiva la mancanza. Anche le agenzie di rating son tornate a pontificare, pronosticando scenari apocalittici per l’Italia, nel caso Monti sia allontanato dalla poltrona di premier.

Ma che stiano tutti tranquilli. Alla fine – la casta – con o senza Berlusconi in campo troverà il modo di procrastinare se stessa fino al punto in cui qualche avvenimento traumatico non ci costringerà a traghettare verso la terza Repubblica in modo brusco e doloroso. Il mio nonno materno, che Dio l’abbia in gloria, diceva sempre che “se non ci si arriva con la testa ci si arriva con le gambe”.

Auspico che tuti insieme li costringiamo – “lor signori”, come diceva quel grande polemista comunista di Fortebraccio – ad arrivarci con le gambe il più presto possibile.