SAREZZO – Arte e carità in Avogadro. Torna la mostra del Mato Grosso

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Anche quest’anno l’”Operazione Mato Grosso” e l’associazione “don Bosco 3A”, con il patrocinio del Comune di Sarezzo, organizzano la mostra “Arte e Carità – Arredi e Artigianato dalle Ande” che si terrà da domani, sabato 8 dicembre, al 6 gennaio nella prestigiosa cornice di palazzo Avogadro. Stasera, venerdì 7 dicembre alle ore 20,30 l’inaugurazione. Si tratta di un’esposizione e vendita di mobili e arredi andini costruiti dai ragazzi che si sono diplomati nelle scuole di intaglio e falegnameria create dall’Operazione Mato Grosso in Perù.

Queste opere rappresentano il lavoro svolto fin dal 1979 da padre Ugo De Censi e dai giovani in Perù, dove per dare una risposta concreta ai bisogni della povera gente, nasce la scuola d’arte “Taller Don Bosco”. I giovani che la frequentano sono scelti in base alla povertà delle loro famiglie e nei cinque anni della durata del corso vengono ospitati gratuitamente ricevendo istruzione e formazione professionale.

Alla fine del corso, riconosciuto ufficialmente dal Governo, ogni ragazzo riceve in regalo gli attrezzi per continuare a lavorare e può scegliere se iniziare un’attività in un altro luogo o entrare a far parte della Familia de Artesanos Don Bosco, che attualmente dà lavoro a 650 giovani. La Famiglia de Artesanos Don Bosco è formata da tutti i giovani che si fermano sulla sierra e che hanno deciso di condividere l’insegnamento di padre Ugo di non pensare solo a se stessi, ma di aiutare la gente più povera, sostenendo i bisogni dei loro “caserios” (villaggi).

Sulle Ande la pazienza e il tempo sono le cose che naturalmente aiutano a produrre le opere che una ad una vengono eseguite a mano. Con lo stesso spirito di aiuto si collega il lavoro di chi qui in Italia segue i giovani nei gruppi O.M.G. e di chi si preoccupa di far conoscere e vendere questi mobili. La parte di guadagno non torna ai ragazzi, che sono già stati pagati al termine dell’opera, ma va alla gente di questa terra sotto forma di acque potabili, canali d’irrigazione, viveri per i malati e gli abbandonati.

“Ho sempre sentito questo proverbio: non devi dare il pesce ma devi insegnare a pescare – dice padre Ugo raccontando com’è nato il progetto.- È quello che stiamo facendo. Ma la cosa più importante che voglio insegnare ai miei ragazzi è quella di regalare il pesce pescato. Vorrei insegnare loro a lavorare al meglio per amore di Dio, con pazienza, meticolosità e aiutando il prossimo”. La mostra è a ingresso libero ed è visitabile da mercoledì a venerdì dalle 18 alle 20,30, sabato e festivi dalle 9,30 alle 12 e dalle 15 alle 21, a Santo Stefano e l’1 gennaio 2013 dalle 15 alle 21. Rimarrà chiusa a Natale.