LONATO – L’Abbazia minacciata dal cemento

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L’Abbazia di Maguzzano, un gioiello architettonico del bresciano, corre seri rischi, nonostante il Piano di governo di Lonato del Gardo la classifichi come area sottoposta a salvaguardia e a disposizioni particolari.

Nella conca che dall’antico monastero guarda verso il lago, infatti, si parla della realizzazione di quasi 8mila mq di cemento. L’amministrazione comunale di Lonato del Garda, in comune accordo con la Soprintendenza, ha infatti approvato un nuovo progetto, che prevede 7966 mq di cemento a pochi passi dalla storica Abbazia di Maguzzano. L’area di quello che fu Comune monastico e che ancora oggi è soggetta a tutela paesaggistica ai sensi del Disegno di Legge poi rinviato nel 2004 è minacciata dal cemento: il progetto prevede, infatti, la realizzazione di 15 unità abitative a cui non mancherà la piscina. Uno scempio ambientale denunciato da Daniela Cassarai, consigliere comunale del centrosinistra di ‘Viviamo Lonato’.

Il consigliere, pronto ad avviare iniziative di mobilitazione che sono in fase di studio, polemizza in particolare con gli organi di controllo, chiedendosi quale sia stato il significato che alla locuzione ‘salvaguardia ambientale’ è stato attribuito dalla Commissione per il paesaggio del Comune di Lonato e per la Soprintendenza quando, di comune accordo, hanno deciso di realizzare un intervento di 7996 mq di cemento che prevede 15 unità abitative con piscina, collocate a ridosso dell’Abbazia di Maguzzano.

“Chissà che valore danno alla parola ‘vincolo’ per un’area di cosi elevato valore paesaggistico-ambientale ed ecologico con una funzione strategica per la tutela e la salvaguardia del sistema ambientale. Chissà cosa intende la Soprintendenza quando dice che le opere in oggetto per loro natura e consistenza non arrecano sostanziale pregiudizio ai valori paesaggistici dell’area sottoposta a tutela. Chissà se il consiglio di piantare alberi con il tronco di almeno 10 cm per garantire subito una minima mitigazione e di colorare il fondo della piscina sabbia o grigio è sinonimo di tutela del territorio. Chissà se un Amministrazione che permette di devastare un’area di alto pregio ambientale inserita nel perimetro monastico della storica Abbazia di Maguzzano davvero non meriti la bandiera nera attribuitagli lo scorso anno da Goletta Verde. Chissà se prima o poi la salvaguardia ambientale diverrà certezza e non solo una bella espressione di cui ci si riempie la bocca in periodo elettorale”.

Un’area di elevato valore paesaggistico e ambientale, su cui dovrebbe pendere anche la Convenzione Europea sul Paesaggio sottoscritta nel 2010, dunque, corre seri pericoli. La Commissione lonatese, tra gli argomenti a favore della realizzazione del nuovo complesso, scrive a fianco di una foto allegata alla documentazione: “sembra di poter stabilire che il lotto in oggetto non è visibile dall’Abbazia, o quantomeno dai posti di percezione pubblica”. Sembra?

La Sovrintendenza, invece, aggiunge: “le opere in oggetto, per la loro natura e consistenza, non arrecano sostanziale pregiudizio ai calori paesaggistici dell’area sottoposta a tutela”. In Comune, l’assessore all’Urbanistica Christian Simonetti ha detto: “Innanzitutto si tratta di 3.200 metri cubi e non di 8.000 metri quadrati di superficie pavimentata, che non è proprio al stessa cosa. Questo intervento non è assolutamente a ridosso dell’Abbazia, bensì verso il confine di Padenghe. Tale area è presente nel Pgt dall’agosto 2010. Non è una nuova previsione e sono passati oltre due anni. Gridare alla cementificazione a ogni permesso di costruire rilasciabile in base al Pgt è pura demagogia. Va bene la salvaguardia ambientale, ma questo suona come un mero attacco politico”. L’assessore, dunque, accusa il consigliere Cassarai di far demagogia. “Demagogia la si fa quando si parla di un intervento simile senza neppure aver visionato la pratica – ha risposto Carassai -, non certo quando si cerca di tutelare il paesaggio. Demagogia non è focalizzare il problema ma parlare in generale, demagogia la si fa quando si continuano a rilasciare autorizzazioni nonostante le oltre 600 case invendute sul territorio di Lonato”.

Un progetto simile, ha concluso Daniela Carassai, “permette di devastare un’area di alto pregio ambientale”, e spinge allora ad una riflessione ulteriore: “Chissà se prima o poi la salvaguardia ambientale diverrà concretezza e non solo una bella espressione con cui riempirsi la bocca durante la campagna elettorale”. Anche il Comitato Parco Colline Moreniche del Garda scende in campo per difendere l’area interessata: “Oltre a chiedere espressamente l’esclusione dalle previsioni del PGT di tale insediamento residenziale – ha spiegato infatti il segretario Gabriele Lovisetto -, il Comitato fin dal gennaio 2008 ha sottoposto alla Soprintendenza e alla Direzione dei Beni Ambientali e Architettonici, al Ministero dell’Ambiente, al Ministero delle Attività Culturali, al Comune di Lonato, alla Regione Lombardia e alla Guardia di Finanza la richiesta di vincolo per tutelare l’intera area dell’antico Comune monastico di Maguzzano”.

“Il prestigio dell’area, e i vincoli a cui sottoposta – concludono Carassai e Lovisetto – meritano l’indispensabile coinvolgimento e partecipazione della popolazione. La presenza di quanti difendono l’ambiente, di quanti amano il paesaggio, la sua storia e la sua cultura, e di quanti si identificano in esso, è determinante per lanciare un messaggio forte all’amministrazione”.