MILANO – L’Italia ha il primato di infrazione alle leggi europee

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Con 135 procedimenti siamo in cima al podio, davanti alla Grecia che ne ha 123 e al Belgio (117). I settori più critici, dove si concentra il maggior numero di procedimenti di infrazione, sono l’ambiente, i trasporti, il mercato interno e i servizi e la fiscalità; questi 4 settori rappresentano il 60% di tutti i procedimenti. E’ quanto emerge dal 29° Rapporto annuale della Commissione Europea sull’applicazione del diritto dell’Unione Europea citato da helpconsumatori.it.

Nel 2011 gli Stati membri sono stati chiamati a recepire 131 direttive europee (2 in più del 2010), ma rispetto all’anno precedente sono aumentati di molto i ritardi di recepimento, tanto che la Commissione ha avviato ben 1.185 procedure d’infrazione per ritardo di recepimento (contro le 855 del 2010 e le 531 del 2009). L’Italia, da questo punto di vista, non è il Paese peggiore: con 39 procedimenti per ritardi di recepimento è superata dal Belgio (40) e dalla Repubblica Ceca (41).

Tra i settori dove le direttive europee vengono recepite con maggior ritardo c’è quello di “salute e consumatori”, con 164 procedure aperte nel 2011. Alcuni procedimenti vengono aperti contemporaneamente in un gran numero di Paesi, come per esempio quello avviato nei confronti di 23 Stati membri in merito al ritardo nel recepimento della direttiva relativa a veicoli a basso consumo energetico nel trasporto, oppure quello avviato nei confronti di 12 Stati membri per ritardo di recepimento relativamente all’autorizzazione all’immissione in commercio dei medicinali.

Oltre ad essere recepita in ritardo, una direttiva europea può essere recepita non correttamente o applicata in modo inadeguato: sono i cittadini stessi (oltre che le associazioni e Ong) a denunciare casi del genere. Nel 2011 sono state presentate ben 3.115 nuove denunce; anche in questo caso, il nostro Paese ottiene il numero maggiore: con 386 denunce si piazza davanti a Spagna (306) e Germania (263). I cittadini, le imprese e le organizzazioni hanno riferito irregolarità, in particolare in relazione ad ambiente, mercato interno e servizi nonché affari giudiziari.

Nel corso del 2011 sono stati 1.201 i nuovi procedimenti di EU Pilot avviati (EU Pilot è un’iniziativa della Commissione finalizzata a rispondere ai quesiti e a individuare soluzioni ai problemi connessi all’applicazione del diritto dell’UE). Di questi 700 sono stati chiusi nell’anno. Il tasso dei casi risolti è stato quindi del 72,5%, l’8,5% in meno rispetto al 2010. Sono rimasti pendenti 1.096 casi la maggior parte dei casi EU Pilot è stata indirizzata all’Italia (371), seguita da Spagna (365) e Germania (193). Per ridurre le procedure anche per il recepimento in ritardo delle direttive, la Commissione Ue ha iniziato ad utilizzare il sistema di sanzioni che prevede il Trattato di Lisbona, e ha deferito 9 Paesi, tra cui l’Italia, alla Corte di Giustizia.

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