GARDA – Problema depuratore: “Unità di intenti tra le Province che si affacciano sul lago”

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Mario Bocchio, presidente della società Garda Uno spa, ente preposto al controllo e alla gestione del sistema idrico sul Garda bresciano, ha espresso tutta la sua soddisfazione: finalmente è stato intrapreso un cammino da diversi anni auspicato dalla municipalizzata gardesana.

Nei giorni scorsi, infatti, i vertici delle Province di Brescia, Verona e Mantova si sono riuniti e, dopo aver analizzato la situazione relativa alla depurazione delle acque lacustri, hanno deciso di indire un tavolo di confronto con i vari rappresentanti istituzionali al fine di discutere un progetto preliminare che coinvolge le Province di Brescia e Verona. Un progetto che determinerà un protocollo di intesa ufficiale al quale, con tutta probabilità, aderirà anche la Provincia autonoma di Trento.

“L’acqua del Garda è essenziale, sotto molteplici punti di vista – ha spiegato Bocchio –. Non possiamo pensare neppure per ipotesi a eventuali problematiche relative a inquinamenti, perché il lago ospita ogni anno milioni di persone e coinvolge attorno a sé un’industria turistica tra le principali dell’intera regione. Quindi, fa piacere che gli organi istituzionali preposti abbiamo deciso di attivare questo confronto con l’obiettivo di porre fine a situazioni a rischio”.

I servizi della depurazione della sponda bresciana continueranno a svilupparsi, quindi, verso l’impianto di Visano, al quale potrebbero essere interessati anche Comuni al confine tra le province di Brescia e di Mantova. In questo modo, si alleggerirà il carico del depuratore di Peschiera del Garda, sull’orlo del collasso ormai da tempo. In buona sostanza, troverà realizzazione quel progetto che prevede uno sdoppiamento delle linee tra le due sponde di Brescia e Verona. “Abbiamo ragionato per la prima volta in termini di ‘Regione Garda’ – ha concluso il presidente di Garda Uno Mario Bocchio – e non per la parte dei propri territori di competenza. Questo è un segnale molto importante, che potrebbe permetterci di accedere a finanziamenti statali e europei grazie ai quali risolvere problematiche in atto da svariati anni sul lago di Garda”.