GARDA – Litigi tra sindaci per spartire gli introiti della tassa di soggiorno

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La somma da dividere ammonta a 101mila euro ma nelle casse del Comune arilicense non è arrivato ancora nulla. Oggetto della discordia è il ‘Camping del Garda’, struttura ricettiva privata che sorge a cavallo fra i due Comuni. A chi spettano i proventi derivanti dalla tassa di soggiorno per i pernottamenti in quel campeggio? A sollevare la questione è stato il sindaco arilicense Umberto Chincarini: “Sino ad ora – ha detto – il rapporto con Castelnuovo é sempre stato molto corretto e non ci sono mai stati problemi per la ripartizione dei costi relativi ai servizi di questa struttura che insiste su entrambe le nostre amministrazioni. Ma adesso non si riesce a capire la ragione del ritardo nel versarci la quota parte della tassa di soggiorno di questo campeggio. Parliamo di 101.000 euro complessivi – ha precisato il primo cittadino – dei quali a noi spetta il 50 per cento. In realtà avremmo richiesto di più, 52 per cento noi e 48 per cento a loro, ma poi abbiamo ritenuto giusto fare metà e metà in ragione del fatto che é Castelnuovo ad occuparsi del servizio. Noi siamo in fase di assestamento di bilancio che approveremo, come previsto, entro il trenta novembre. E controllando i vari capitoli abbiamo notato che a tutt’oggi Castelnuovo non ha ancora versato la nostra quota parte, ovvero quei 50.500 euro che oltretutto ci consentono di rispettare, anzi di superare di poco la somma di 600mila euro che avevamo inserito nel bilancio di previsione come entrata derivante proprio dalla tassa di soggiorno”.

A tale proposito, il sindaco di Peschiera ha detto di aver inviato il 20 ottobre scorso al collega Maurizio Bernardi una raccomandata rimasta, a tutt’oggi, senza risposta. “Mi risulta che verbalmente al consigliere Marco Frezza i tecnici di Castelnuovo abbiano parlato di una disponibilità a versare una quota di circa il 40 per cento ma non é questo che era stato concordato – ha aggiunto Chincarini annunciando che – se la somma dovutaci non dovesse essere versata quanto prima dovremo agire diversamente nei confronti del Comune castelnuovese; anche se speriamo tutti che questo non debba succedere”.

Il sindaco di Castelnuovo Bernardi, dal suo canto, ha replicato: “Non andremo di sicuro a litigare per una cosa del genere e invieremo a Peschiera il 50 per cento di questa imposta anche se le cose non stanno esattamente come lui le ha descritte. Il punto é questo: noi e Peschiera avevamo in mente due cifre diverse per la quota spettante al Comune arilicense. E su queste cifre, parliamo della differenza di pochi punti percentuali, si era aperto il confronto. Trovo piuttosto inusuale e anche un po’ scorretto inviare una raccomandata quando si é ancora nel mezzo della trattativa. Esiste anche il telefono; a maggior ragione se, come ha riconosciuto lo stesso sindaco di Peschiera, i rapporti tra i nostri enti sono sempre stati corretti.

Da parte nostra – ha sottolineato Bernardi – eravamo convinti di poter trattenere una quota leggermente superiore visto che sono stati i nostri uffici e i nostri tecnici, senza aiuti di sorta ma ascoltando le esigenze degli operatori di settore, ad istituire e mettere a punto la procedura automatizzata per la riscossione di questa imposta. Questa é la ragione, e il lavoro per cui ritenevamo di avere diritto ad un riconoscimento superiore. Dopo di che, ripeto, non apriremo chissà quale contenzioso per questa ragione. Anzi, ci meravigliamo e rammarichiamo che Peschiera abbia addirittura scelto di divulgare pubblicamente una trattativa privata tra enti prima della sua conclusione”.