GARDA – Fauna gardesana in pericolo

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L’estate 2012 è stata una vera e propria tragedia per l’avifauna lacustre, con oltre con centinaio di decessi di esemplari di anatidi, soprattutto anatre, cigni e gabbiani. Causa della moria è stata l’intossicazione originata dal Cloristridium botulinum, un batterio sporigeno molto mobile che secerne una tossina che dà luogo ad una grave intossicazione alimentare, il botulismo. Nessun allarme, dunque e nessun pericolo di contagio.

Per la prossima estate è stato previsto un nuovo piano di intervento finalizzato a prevenire la moria, mediante il quale si cercherà di evitare che animali morti restino in acqua o vicino alle rive col pericolo che veicolino il botulismo. Da rammentare l’allarme diossina per le anguille del Garda, così prepotente da far sì che il Ministro della Salute disponesse il divieto di consumo e commercializzazione delle stesse. La presenza di diossina nei laghi non è di certo una novità.

“PCB e diossine – ha spiegato il dottor Celestino Panizza, membro attivo dell’ISDE Medici per l’Ambiente – sono composti organici persistenti che possono essere trasportati per lunghe distanze. I dati che oggi abbiamo indicano che quelle sostanze possono accumularsi nel tempo anche nei ghiacciai, per arrivare poi ai laghi nel corso di scioglimento. Poi ci sono i pesci, soprattutto i più grassi, che concentrano queste sostanze, bioaccumulabili e biomagnificabili. Che significa? Che man mano che si sale nella catena alimentare si concentrano sempre di più, fino a migliaia e migliaia di volte. Basta pensare al latte, che pure è veicolo di eliminazione, delle mucche nelle vicinanze dell’inceneritore di Brescia”. La scienza medica conferma dunque che i livelli di concentrazione sono troppo elevati, sono cioè al di sopra dei limiti di commercializzazione.

“A Brescia molti raccontano che diossine, PCB e metalli pesanti non siano sostanze altamente tossiche – ha spiegato Marino Ruzzenenti, storico ambientalista bresciano – ma se ci sono in ambiente è sicuro che la salute ci va di mezzo. Non siamo immuni, il nostro corpo non si adatta! In Francia l’Istituto di Sanità ha fatto un bello studio sui pesci di lago, di fondo e di fango. Anche se diossine e PCB sono risultati inferiori rispetto ai nostri pesci gardesani ne sono uscite disposizioni molto rigide, provvedimenti molto precisi da parte dell’Autorità sanitaria”.