DESENZANO – Alle Tassere 150 abitazioni, ma il Consiglio di Stato blocca il Piano

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“Nessuna speculazione – ha garantito il progettista, architetto Giuliano Visconti -: il piano delle Tassere prevede abitazioni in edilizia convenzionata, a prezzi contenuti e con livelli di qualità elevati. E poi non si tratta di 500 case, ma di 150”.

Per la prima volta, sul caso Tassere, è intervenuto uno dei costruttori, Ettore Anghileri, responsabile Filca Cooperative di Brescia. Con lui anche il progettista e direttore dei lavori, l’architetto Visconti. I due professionisti, reduci da un incontro con l’assessore comunale Maurizio Tira, affermano: “Abbiamo avviato un buon rapporto con l’amministrazione comunale per la revisione del progetto del lungolago, siamo a buon punto, e tra le cose positive c’è la sicura sparizione della stazione di Garda 1 e una riduzione del cemento dal lungolago”.

L’impresario e l’architetto, dinanzi ad atteggiamenti ostili al progetto (2.300 firme per un referendum, ricorsi al Tar e al Consiglio di Stato), accusato di essere l’ennesima speculazione edilizia, hanno negato energicamente: “Non è vero che sia una speculazione. Anche se il momento è critico, la domanda di alloggi in edilizia convenzionata a Desenzano è sempre vivace: noi costruiremo alla fine 150 alloggi ma con un’immissione nel mercato di 20/25 abitazioni ogni 12-15 mesi”. La Filca possiede l’80% della superficie autorizzata delle Tassere “in una zona adiacente al precedente Piano di edilizia economica e popolare – ha detto Anghileri – in cui a piano già avviato contiamo 40 alloggi collocati, sul totale dei 67 convenzionati e in corso di costruzione. Dunque, non si tratta di alcuno scempio all’ambiente, perché l’area è già interessata da opere edilizie”.

Per quanto riguarda l’irreversibilità del Piano, osteggiato da associazioni e forze politiche, è stato spiegato che “il Piano è già stato approvato dal Consiglio comunale e in dicembre scorso, dunque un anno fa, sono stati rilasciati i permessi di costruzione per realizzare le opere d’urbanizzazione comprese quelle relative alla qualificazione del lungolago. Inoltre la convenzione è stata sottoscritttta tra le parti da un notaio: si sappia che qualsiasi modifica della stessa dovrà essere discussa e concordata sempre fra le parti”. Sono previste delle penali? “Non c’era bisogno di inserirle nella convenzione, perché sarebbe consequenziale in caso di rottura dell’accordo. Abbiamo chiesto comunque ai nostri legali di sollecitare il Tar la decisione di merito, che auspichiamo avvenga tra qualche settimana come suggerito dal Consiglio di Stato”.

Al di là delle parole dei due tecnici che si occupano del Piano, il Circolo del Basso Garda di SEL continua ad appellarsi al ‘principio di tutela ambientale in tutti i suoi aspetti’, principio che sembra essere condiviso dal Consiglio di Stato, che con sentenza ha disposto la sospensione provvisoria dell’efficacia degli atti di approvazione del Piano.