GARDA – Depuratore: Desenzano e Sirmione verso Peschiera, Brescia su Visano

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Per rendere moderno e adeguato il sistema di depurazione del bacino lacustre, le Province che si affacciano sul Garda hanno deciso di creare un’unica voce per chiedere i finanziamenti necessari per eseguire i lavori, finanziamenti pari a 150mila euro. La richiesta, da presentare a Regioni, Comunità europea e Ministero dell’Ambiente, è stata illustrata nei giorni scorsi a Peschiera del Garda, presso la sede del depuratore consortile, dal presidente della Provincia di Brescia Daniele Molgora, affiancato dal vice presidente scaligero Fabio Venturi e dal collega di Mantova Alessandro Pastacci.

Nel progetto è previsto che il collettore della sponda bresciana, che va da Tignale a Desenzano, andrà a confluire nell’esistente impianto di Visano, noto come depuratore per i reflui suinicoli, da poche settimane rientrato nella disponibilità della Provincia. La tratta di collettore che interessa Desenzano e Sirmione, invece, per una questione di pendenze del terreno, resterà collegata al depuratore di Peschiera.

Nel progetto anche nuove condotte sub lacuali, in sostituzione di quelle esistenti e la dismissione del pezzo di collettore che va da Toscolano Maderno a Torri del Benaco. Le nuove tubazioni, inoltre, non passeranno sott’acqua, ma accanto alle strade della Gardesana orientale e occidentale.

Su questi ed altri argomenti correlati si sono affrontati a Peschiera i tecnici, GardaUno, Azienda gardesana servizi e Depurazioni benacensi e la società di gestione dell’impianto di Peschiera, e i politici, al fine di trovare il prima possibile una soluzione praticabile. “Il Garda è il più grande lago italiano – ha detto Molgora – e la sua salute riguarda tutti sul piano nazionale. Vogliamo intervenire in tempi stretti. L’impianto di Peschiera è stato un grandissimo successo ma oggi sappiamo che dobbiamo fare qualcosa di più perché la presenza massiccia di seconde case e i flussi turistici determinano esigenze superiori. L’obiettivo è costruire insieme un progetto unitario ma che preveda la separazione della depurazione delle due province”. Molgora ha inoltre sottolineato l’importanza, per la Provincia di Brescia, di avere recuperato Visano. “Quell’impianto si trova su un’area tale da consentire ogni tipo di ampliamento necessario. Ma è fondamentale presentare all’Italia e all’Europa una richiesta unica e costruire un progetto comune su cui la parte politica farà la sua parte per reperire i finanziamenti. L’obiettivo è definire questo progetto unitario entro dicembre”.

L’iniziativa è stata condivisa anche dal presidente della Provincia di Mantova Pastacci, coinvolta perché le acque reflue dei due collettori finiranno nel Mincio e nel Chiese e da lì nei territori mantovani dove potrebbero essere utilizzate per l’agricoltura , e dal vice presidente scaligero Venturi.  Assenza pesante all’incontro quella della Provincia di Trento, che comunque verrà coinvolta nella sottoscrizione del Protocollo d’intesa.

Il vicepresidente e assessore all’Ambiente Fabio Venturi, che ha partecipato all’incontro di Peschiera ha confermato: “Ci siamo trovati tutti d’accordo sulla necessità di realizzare un nuovo depuratore, che sia collocato a Visano per servire la sponda bresciana. Un bacino grande e densamente popolato come il Garda avrebbe così due depuratori e due sistemi di collettazione, al posto dell’unico sistema attuale. L’intero progetto, che comprende anche il rifacimento del collettore per la sponda veronese, costerebbe intorno ai 140 milioni. Una cifra significativa che adesso andremo a cercare anche fra i fondi messi a disposizione dall’Unione europea. Del resto, si tratta di un progetto interregionale, che raggruppa due Regioni e una Provincia autonoma. Se ne parla da anni, ma adesso ci siamo arrivati, anche grazie alla disponibilità dimostrata da Brescia. L’incontro rappresenta un esempio di politica concreta e al servizio del cittadino. Dopo anni di chiacchiere, finalmente siamo tutti d’accordo”.