BRESCIA – Scuola ancora in sciopero, sindacati in piazza sabato 24

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Il 14 novembre è stata una giornata importante: per la prima volta, in contemporanea, in tutta Europa – si legge in un comunicato diffuso dalla Cgil di Brescia – ci sono state manifestazioni e scioperi di lavoratori e studenti per dire basta con le politiche neoliberiste e per affermare la necessità di un’Europa diversa.

Le ricette neoliberiste, le stesse che ci hanno portato alla crisi, hanno fallito: in Europa 25 milioni di uomini e donne sono senza lavoro, in alcuni Paesi la disoccupazione giovanile è superiore al 50%. Gli artefici di questo disastro sono gli stessi che vogliono tagliare scuola e sanità, più flessibilità, salari e pensioni più basse, il lavoro ridotto a merce di scambio. Serve un nuovo patto sociale – continua il comunicato – serve una politica industriale seria e orientata all’economia verde e all’innovazione.

È questa l’unica strada per rimettere al centro i giovani e le nuove generazioni. I quali, è bene sottolinearlo, non possono essere manganellati dalla polizia mentre manifestano. In Italia, mentre si fa un gran parlare di innovazione e ricerca, le politiche concrete di questo Governo (e di quello precedente) attaccano però scuola e università come luoghi di formazione dei saperi e della conoscenza. Scuole vecchie, spesso non a norma, e attrezzature inadeguate (computer, laboratori e via dicendo) fanno il paio con il tentativo di peggiorare la qualità dell’insegnamento (l’ipotesi di aumentare le ore di insegnamento per i docenti va in quella direzione) o ridurre gli spazi di discussione e di democrazia nelle scuole.

Come definire altrimenti il disegno di legge che permette ai privati di entrare nei futuri consigli dell’autonomia delle scuole, smantella l’attuale consiglio di istituto e depotenzia il ruolo decisionale di studenti e docenti? I “tecnici” non vogliono essere disturbati nel loro lavoro. Noi, al contrario – conclude la nota – crediamo che un’Europa migliore debba essere costruita: diversa da quella dei tecnocrati, diversa dai populismi e rigurgiti nazionalisti e razzisti che ritornano. Più Europa, quindi, ma un’Europa sociale e partecipata, di democrazia attiva reale. La giornata di mobilitazione del 14 novembre è stato un primo passo. Sabato 24 novembre la Flc Cgil (insieme ad altri sindacati della scuola) sciopererà nuovamente per dire che la scuola è un bene di tutti che deve essere difeso.