APRICA – Una targa e un libro su chi ha salvato 300 ebrei

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Una targa “in onore degli aprichesi, del comandante dei Carabinieri Bruno Pilat e dei suoi uomini, di don Giuseppe Carozzi e di don Cirillo Vitalini, del capitano della GdF Leonardo Marinelli e dei suoi uomini”. Così recita, in sostanza, il ricordo scolpito nel metallo che sarà posato domani, mercoledì 21 novembre, dall’Amministrazione comunale di Aprica al monumento ai Caduti.

L’iniziativa, promossa dal vice sindaco Bruno Corvi e dal Comune orobico, intende ricordare e onorare tutti coloro che nel settembre 1943 – ormai quasi 70 anni fa – collaborarono in vario modo a salvare la vita di oltre 300 ebrei internati ad Aprica, località che li aveva ospitati con simpatia e complice tolleranza per circa un anno e mezzo. Nell’occasione sarà presentato anche il libro “Una seconda vita”, magnifica e approfondita ricerca di Alan Poletti, che attraverso documenti e fotografie rinvenuti in archivi di mezza Europa ricostruisce nei dettagli l’intera vicenda.

Neozelandese di origini valtellinesi, Poletti è un dottore in fisica nucleare a riposo che anni fa si è appassionato alla vicenda ed è riuscito dar luce con caparbietà. È lui, tra l’altro, l’artefice principale nell’estate 2009 dell’incontro fra alcuni superstiti di quei tragici eventi e il loro riattraversamento della frontiera, insieme a un gruppo di accompagnatori. Carla Cioccarelli, sindaco di Aprica, scrive nella presentazione del libro parole sentite e commosse dirette all’autore.

“Ho letto il tuo libro in un fiato. Mi sono seduta per sfogliarlo e preparare qualcosa da dire e non sono riuscita più ad alzarmi. La lettura mi ha coinvolta e stremata. Il tuo testo lo consegnerò io personalmente agli alunni della scuola media di Aprica. Con loro, nuove generazioni, approfondirò il discorso dell’accoglienza sul quale tanto si parla oggi. Ricorderò loro che i nostri concittadini che vi hanno conosciuti conservano, ancora a distanza di anni, un ricordo vivo di voi, che li fa, e ci fa, sentire orgogliosi. Ricorderò loro che tutto questo è stato, che molto spesso la barbarie cresce e si cela dietro il disinteresse ed il non voler vedere. Ricorderò loro il valore dell’amicizia e della condivisione.

Ricorderò soprattutto quanto voi avete dato alla nostra comunità, facendola sentire importante perché il partecipare al vostro dramma ha creato legami profondi che ci ha rafforzato. Grazie quindi, carissimo Alan del dono prezioso che hai fatto alla mia Comunità con questo tuo magnifico testo cosi documentato e nello stesso tempo così leggibile e coinvolgente”. L’appuntamento è per domani, mercoledì 21 novembre, in piazza dei Caduti alle ore 15,30.