PESCHIERA – Rincaro delle tariffe dei bus verso Verona

0

Nuovo incremento delle tariffe del trasporto pubblico per la tratta Peschiera del Garda-Verona, rincaro, deliberato dalla Provincia, che va a colpire soprattutto gli studenti.

A partire dal 1° novembre, infatti, i prezzi sono saliti. La Giunta provinciale ha deliberato l’aumento degli abbonamenti  portando i prezzi mensili, a seconda della fascia tariffaria di riferimento, da 53 a 55 euro, da 59 a 61,50 euro e da 71 a 73,50 euro. Gli abbonamenti annuali, invece, sono passati da 434 a 450 euro, da 472 a 492 euro e da 568 a 588 euro. Si tratta del rialzo massimo consentito dagli indici Istat: gli abbonamenti mensili, dunque, hanno subito un aumento di circa 2 euro, quelli annuali di circa 20 euro. Come se i soldi nelle tasche degli italiani già non fossero pochi.

“Dopo quello di marzo assistiamo ad un nuovo aumento del prezzo degli abbonamenti che torna a penalizzare in particolar modo i fruitori della tratta di collegamento tra il basso lago e la città, dove il servizio dell’Azienda trasporti veronese viene integrato dalla Saia, l’omologa bresciana”, ha commentato in tono critico Diego Zardini, capogruppo consiliare del Pd in Provincia. “Un servizio che, quindi, anziché preoccuparsi di migliorare qualitativamente e di essere conveniente per il pubblico, finisce solo con il pesare sempre di più nelle tasche dei cittadini. Una scelta fatta quasi sottotraccia perché di questo provvedimento non mi risulta sia stata data alcuna notizia nemmeno agli utenti stessi. Dunque una filosofia doppiamente sbagliata, a nostro modo di vedere: sia nel metodo che, soprattutto, nel merito”.

Secondo Zardini i rincari apportati sarebbero addirittura discriminatori, “perché per il servizio integrato i fruitori della tratta da Peschiera pagano già una tariffa maggiorata del 15 per cento circa”, e vessatori, “perché è ormai evidente che l’amministrazione coglie ogni pretesto per far cassa in questo modo anziché intervenire per evitare gli sprechi a livello amministrativo e operativo. A questo punto ci pare proprio che Lega e Pdl stiano, come si suol dire, raschiando il fondo del barile nel disperato tentativo di salvare la fallimentare gestione della Provincia”.

Per quanto riguarda poi il problema dei trasferimenti da parte della Regione, Zardini ha spiegato: “Su questo fronte manca ancora ogni tipo di certezza: sappiamo che da Venezia sono in arrivo nuovi tagli in termini di trasferimenti, si parla di circa 52 milioni di euro in meno per il Veneto che pro quota si tradurranno inevitabilmente in meno soldi nelle casse di tutte le Province dunque anche la nostra. È però anche vero che gli aumenti delle accise della benzina dovevano servire a coprire nel bilancio regionale proprio il capitolo destinato al trasporto pubblico locale; ma non mi risulta che questo sia accaduto anzi, al contrario, c’è una quota di queste accise che non è mai stata girata completamente a favore di questo servizio. La Provincia ha il 50 per cento dell’Azienda di trasporti e sino ad ora aveva già fatto quello che poteva e doveva aumentando già il costo degli abbonamenti nel marzo scorso; adesso, a nostro avviso, doveva guardare al problema con una diversa prospettiva: anziché aumentare di nuovo le tariffe, poteva impegnarsi a ricercare le risorse necessarie nelle pieghe del bilancio regionale. O quanto meno, prima di deliberare il nuovo aumento, poteva attendere di avere notizie più certe sui trasferimenti della Regione. Invece, ancora una volta, è stata scelta la via più semplice e la ricerca dei fondi è andata nella direzione di sempre e a pagare saranno sempre gli stessi. Non voglio e non lo vuole il mio gruppo fare polemiche gratuite ma per una politica seria – ha concluso – è inaccettabile che ancora una volta l’unica soluzione al problema sia quella di un ulteriore aumento delle tariffe”.