VALCAMONICA – Adolescenti: disagio o disturbo si parla in tre serate

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Ai primi di ottobre ha preso il via il progetto “Il sogno di Alberto: creazione di una rete di volontari per la presa in carico territoriale di adolescenti con psicopatologia grave” finanziato dal Bando Volontariato 2012. Capofila dell’iniziativa è l’associazione Alleanza per la Salute mentale di Vallecamonica Onlus della quale il compianto Alberto Bonazzi, era presidente. Sono state quindi organizzate tre serate dal titolo “Adolescenti: disagio o distrurbo? Che fare?” che si terranno:

mercoledì 28 novembre ore 20.00 a BRENO c/o Aula Magna Liceo “C.Golgi” – Via Folgore;
lunedì 3 dicembre ore 20.00 a EDOLO c/o Aula Magna Ist. d’Istruzione Superiore “F. Meneghini” – Via Morino, 5;
giovedì 6 dicembre ore 20.00 a DARFO B.T. c/o Aula Magna ITCG “T. Olivelli” e IPSSAR “R. Putelli” – Via Ubertosa, 1.

Durante queste serate sarà distribuito ai partecipanti l’opuscolo informativo. Il progetto proseguirà dopo le serate con altre azioni tra cui la sperimentazione di alcuni percorsi di reinserimento degli adolescenti presso alcune realtà produttive, sportive, aggregative che avranno aderito alla rete di volontari e l’attivazione un forum gestito da una realtà di volontariato. La psicopatologia grave in adolescenza rappresenta una vera urgenza sanitaria e sociale, comporta spesso l’abbandono scolastico o lavorativo con chiusura nell’ambiente familiare, sconvolgimento delle dinamiche, aumento dei conflitti e agiti aggressivi o distruttivi.

Per fronteggiare questo problema, il Servizio di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza dell’Asl di Vallecamonica Sebino ha attivato da settembre 2011 un progetto di presa in carico clinico-territoriale per adolescenti con psicopatologia grave che vede coinvolte tutte le realtà sanitarie, sociali, educative, del terzo settore e del volontariato che, a vario titolo, vengono a contatto con adolescenti. Da questo serrato confronto è nato il bisogno di trovare modalità nuove per coinvolgere la comunità al fine di garantire a questi ragazzi, oltre al supporto medico e psicologico, la possibilità di continuare a sentirsi parte di una realtà sociale: l’andare a scuola, frequentare gli amici e i luoghi aggregativi, fare uno sport, sperimentare attività occupazionali permette di recuperare il senso di autoefficacia e autodeterminazione che la malattia spesso riduce.

Questo lavoro vede coinvolti in modo attivo molte realtà della Valcamonica: l’Anffas (Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale) l’Age (Associazione Italiana Genitori Vallecamonica), la Cooperativa Arcobaleno di Breno e l’Azzurra Cooperativa Sociale di Darfo, l’Asl di Vallecamonica-Sebino, il Ccs (Centro Coordinamento Servizi Scolastici) e l’Atsp (Azienda Territoriale per i Servizi alla Persona). Il progetto ha visto già la realizzazione di alcune importanti azioni. Si è dato il via la formazione di un gruppo di circa 15 educatori sul tema della psicopatologia in adolescenza e si sta realizzando con loro un ulteriore percorso che li porti ad essere operatori di comunità.

L’obiettivo è quello che acquisiscano competenze che permettano loro di costruire, nei prossimi mesi, una rete fatta di piccole realtà che siano disponibili ad accogliere l’adolescente. Questa sperimentazione permetterà di costruire un database accessibile alle varie realtà del territorio che lavorano con gli adolescenti (associazioni di volontariato, Terzo settore, ASL, Azienda Territoriale per i Servizi alla Persona) che raccolga almeno 90 associazioni culturali, ricreative, sportive, ecc. della Vallecamonica.

Sempre nell’ottica del coinvolgimento della comunità locale, si sono stampati 15.000 opuscoli informativi e, mentre l’ASL sta provvedendo alla loro distribuzione su tutto il territorio (scuole, pediatri medici di medicina generale, ASL, enti locali, oratori, associazioni.), tutti gli attori di questo progetto, in collaborazione con le scuole e alcune realtà associative (“Percorsi di Luce” e “Mondi Opposti” di Darfo e ”Buona vita” di Malonno), hanno organizzato una campagna di informazione e sensibilizzazione del territorio rivolta a genitori, volontari, insegnanti con l’obiettivo di informare sulle caratteristiche e modalità di esordio della psicopatologia in età adolescenziale. Il fine di questo progetto e il sogno di Alberto è quello di un ritorno a una comunità territoriale che si prende cura dei suoi abitanti, che non deleghi solo al medico la cura ma che collabori e partecipi al percorso di guarigione in un lavoro di rete con tutti i contesti di vita del ragazzo.

di Sandra Bassi

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