DESENZANO – Revocare i Piani Grezze e Tassere? “Assolutamente no”

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Nonostante le numerose polemiche, le richieste di associazioni e partiti, la raccolta firme e ricorsi al Tar, i progetti che da quasi due anni sono al centro dell’attenzione della capitale del Garda non subiranno revoca.

I progetti Grezze e Tassere prevedono l’edificazione di ben 94.288 metri cubi di nuova abitazioni in cambio di opere pubbliche per circa 11,5 milioni di euro. Tali fondi, secondo i progetti, saranno destinati alla riqualificazione e all’ampliamento del lungolago e della passeggiata di Rivoltella, nonché al potenziamento dell’acquedotto. I piani sono stati approvati dall’amministrazione Anelli e sono tuttora in fase di realizzazione.

Revocarli? Alla domanda ha risposto il primo cittadino di Desenzano, Rosa Leso, nell’ambito di due incontri pubblici svoltisi nei giorni scorsi a Desenzano e Rivoltella: “Assolutamente no – ha detto il sindaco –. Non li revochiamo. Abbiamo valutato attentamente con la consulenza di esperti e avvocati la vicenda dei piani che risultano definitivamente approvati. Sono già stati rilasciati permessi di costruire. C’è chi sostiene che sono illegittimi, ma tocca alla magistratura amministrativa stabilirlo, non al Comune. E un’eventuale revoca ci sottoporrebbe a ricorsi e richieste di pagamento di penali pesantissime viste le cifre in gioco. I privati, ad esempio, hanno già appaltato i lavori di ampliamento del lungolago che sono fermi su nostra richiesta. Il progetto viene ridimensionato e sarà meno impattante.

Come sindaco e capo dell’amministrazione non rinuncio ai valori relativi alla difesa del territorio, ricordando che in campagna elettorale mai ho parlato di revoca dei piani integrati ma del Piano di Governo del Territorio. Non posso mettere a rischio i conti e le finanze del Comune, oltre a quelli dei singoli consiglieri che risponderebbero personalmente in caso di risarcimento danni.

È necessario che l’opinione pubblica sia bene informata sulle motivazioni che impediscono all’amministrazione in carica di revocare i Piani, frutto di scelte assunte da altri in passato, strenuamente avversate ma ormai pressoché irrimediabili. La coerenza nella difesa dell’ambiente a cui la giunta è stata invitata non si esprime insistendo in battaglie di dubbio esito, ma con una paziente, realistica ed efficace mediazione.

L’iter è stato perfezionato dall’amministrazione comunale precedente con l’emanazione di tutti gli atti – approvazione finale, convenzione, permesso di costruire per il Piano Tassere, fideiussioni versate – che permettono ai privati richiedenti di esercitare i legittimi diritti acquisiti. Perché gli organi deputati alla verifica della sussistenza o meno di eventuali illegittimità sono il Tar e il Consiglio di Stato, dove sono pendenti i ricorsi, nei confronti dei quali questa amministrazione non ha opposto volontà a resistere.

A fronte di condizioni di diritto maturate per scelte operate dall’amministrazione Anelli, all’attuale giunta che presiedo non rimane che il dovere e la necessità di limitare i danni, ferma restando la disponibilità dei privati a negoziare”.

Si rimane in attesa, dunque, della pronuncia del Tar, che ha fissato l’udienza per il 22 maggio 2013, in merito alla richiesta di annullamento della delibera e della pronuncia del Consiglio di Stato sulla questione della mancata concessione della sospensiva da parte del Tar di Brescia.