GARDA – Garda DOP: cala la produzione, ma non l’eccellente qualità

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Nei giorni scorsi, i frantoi del Consorzio per la Tutela dell’Olio Extravergine di Oliva DOP Garda sono stati aperti ed è stata stimata un raccolta di circa 22.460 quintali di oliva completamente sana. Raccolta che lascia prospettare un olio di altissima qualità per la compagna olivicola 2012/2013, caratterizzata da un grande caldo e da una bassa umidità che hanno tenuto lontane la tignola, piccolo insetto le cui larve attaccano le fibre delle piante, e la mosca dell’olivo, insetto la cui larva mina la drupa dell’olivo.

Il Consorzio per la Tutela dell’Olio Extravergine di Oliva DOP Garda opera sulle tre Regioni lambite dalle acque del più grande lago italiano: Veneto, Lombardia, Trentino. Le Province che danno denominazione all’olio sono quelle di Brescia (Garda Bresciano DOP), Verona e Mantova (Garda Orientale Dop), Trento (Garda Trentino DOP). L’olio extravergine di oliva del Garda ha ottenuto il riconoscimento della Denominazione di Origine Protetta dalla Comunità Europea nel novembre del 1997 e il Consorzio di Tutela, riconosciuto dal Ministero per le Politiche Agricole Alimentari e Forestali dal 2004, è nato per tutelare il prodotto, assistere e aiutare i soci nelle pratiche per ottenere la certificazione dalla raccolta all’imbottigliamento.

Per la campagna olivicola 2012/2013, alla quale parteciperanno 405 olivicoltori, 19 molitori e 62 confezionatori, il Consorzio prevede dunque un produzione di ottima qualità, che si aggira sullo stesso quantitativo prodotto nell’annata 2011/2012.

“La produzione totale prevista ad oggi per l’annata 2012/2013, calcoli alla mano, e con previsioni dei produttori ‘azzeccate’ – ha detto il tecnico del Consorzio Olio Garda DOP Elia Belotti – dovrebbe attestarsi su circa il 2% in meno dell’annata scorsa o comunque avvicinarsi al totale di oliva prevista l’annata scorsa. Si calcola quindi uno 0,5% in meno di olive sull’annata 2010/2011, quando furono raccolti 22.195 quintali, e il 3% in meno dall’annata 2009-2010”.

La minore produzione di olive è legata a una situazione climatica che nei mesi scorsi ha penalizzato l’intero comparto agricolo. “La stagione olivicola – ha spiegato Belotti – dal mese di maggio fino alla terza settimana di agosto è stata molto siccitosa per l’olivo e le altre culture agricole come quella dei vigneti nell’area del Garda. L’olivo quindi, nel periodo dalla fioritura e dell’allegagione, ha dovuto ricercare e utilizzare le sue ultime risorse idriche e nutritive”.

Una lieve percentuale di ‘aborti fiorali’, soprattutto per la cultivar Leccino, è stata infatti registrata da quei produttori che, durante la fioritura, purtroppo non hanno potuto irrigare. Nel periodo dell’allegagione (la fase in cui inizia lo sviluppo dei frutti) il forte caldo ha incrementato i casi di piante colpite dalla piombatura, lasciando una piccola percentuale di olive a grandezza di grano di pepe, oltre che aumentare il quantitativo di drupe perse a causa dell’aumento della cascola naturale, ossia la caduta prematura dei frutti dell’olivo.

Le piogge di fine agosto, fortunatamente, nel giro di pochi giorni hanno notevolmente fatto ingrossare e gonfiare la drupa, portandola a una situazione ottimale per la maturazione finale.

I frantoi sul Garda hanno aperto gli impianti di molitura nei giorni scorsi e le prospettive sono comunque eccellenti. “La qualità dell’olio – ha commentato Andrea Bertazzi, presidente del Consorzio – si prospetta ottima, vista anche la completa sanità dell’oliva stessa nell’areale del Garda: ci sono state alte temperature e bassa umidità, che hanno ostacolato lo sviluppo dei principali nemici dell’olivo: la tignola e la mosca dell’olivo”.