BRESCIA – “Guerra” sui manifesti gay Formigoni-Maroni. La Cgil contro la Lega Nord

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La Lega Nord, che proprio in queste ore mostra una sensibilità che scivola fino alla volontà censoria nei confronti del manifesto che raffigura i due Roberto (Formigoni e il capo Maroni) mentre si baciano con tanto di coppola in testa, è lo stesso partito che a Brescia ha fatto affiggere enormi manifesti con la scritta “Anche i nomadi pagano mensa e scuolabus”.

La vicenda è nota, ma fa specie che una forza politica strumentalizzi una situazione drammatica di povertà per fini elettorali. Il capo del partito a Brescia (nonché vicesindaco) Fabio Rolfi ha scatenato la campagna anti rom e sinti negando bus e mensa causa “morosità” della famiglie. Non si è preoccupato del fatto che l’andare a scuola, l’apprendere la lingua, il partecipare alla mensa e le altre attività scolastiche sono parte fondamentale del processo educativo e di inclusione sociale dei bambini nella comunità.

Il problema di Rolfi era evidentemente un altro e l’affissione di questi manifesti – diversi dei quali proprio davanti alle scuole interessate (Raffaello Sanzio e Agosti) – lo dimostra. La questione si è in parte risolta grazie all’impegno di cittadini, associazioni e della Camera del Lavoro che hanno attivato la campagna “Tutti a scuola” (ancora aperta). Sono stati raccolti fondi, si è garantito il diritto alla scuola per 72 bimbi in difficoltà, si sta pressando l’Amministrazione a fare delle relazioni sociali adeguate per dare risposta anche agli altri bambini esclusi dalla mensa.

Proprio in queste ore, grazie a 4.970 euro che si stanno raccogliendo, si potrebbe trovare la soluzione per altri dieci bimbi le cui famiglie si trovano in stato di povertà secondo la relazione dei Servizi sociali. Insomma, si sta facendo ora (in ritardo) quello che il Comune avrebbe dovuto fare prima: tenere conto della crisi economica che sta investendo migliaia di famiglie, valutare con discernimento le situazioni sociali e poi prendere i provvedimenti del caso.

La Lega Nord ha scelto un’altra strada: fare campagna elettorale sulla pelle dei bambini, spendendo pure qualche migliaio di euro per i manifesti “anti nomadi” davanti alle scuole. Lo stesso partito che in Regione non si è accorto di avere in giunta colleghi che erano lì grazie ai voti della ‘ndrangheta. Forti coi deboli, ignari coi forti, questa è la Lega del dopo trota.

Fonte: Camera del Lavoro di Brescia