DESENZANO – Stop al maschilismo nella toponomastica

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In tema di intitolazione di vie, piazze, slarghi e giardini, nella capitale del Garda fanno da padrone nomi maschili. Piazza Malvezzi, Giuseppe Garibaldi, lungolago Cesare Battisti, via Pascoli, viale Mazzini, via Cavour, Dante Alighieri, via Romanino e ancora via Gambara, Bonvicino e via dicendo. A sollevare la questione è stato il consigliere comunale di minoranza Paolo Abate, ex assessore nella Giunta di centrodestra Anelli, che ha auspicato un cambio di rotta, un’inversione di tendenza.

La sollecitazione a prestare maggior attenzione ai personaggi femminili che hanno segnato la storia è stata rivolta al sindaco della cittadella gardesana Rosa Leso, che, tra l’altro, è il primo sindaco donna nella storia del Comune di Desenzano del Garda. In effetti, su circa 300 strade e piazze cittadine, i nomi coniugati al femminile si contano sulle dita di una mano e si tratta di sante: Sant’Angela Merici, Santa Chiara, Scolastica, Santa Maria e Sant’Anastasia.

Paolo Abate, dunque, reclama l’introduzione delle quote rosa anche in tema toponomastica. “Gran parte sono dedicate a illustri uomini politici – ha scritto Abate, riferendosi alle vie e alle piazze cittadine –, non riconoscendo il contributo altrettanto fondamentale dato da tante donne nella storia. Intitolare strade alle donne che hanno contribuito a scrivere la storia del nostro paese significa restituire voce e dimensione sociale a chi ha dato contributi significativi alla nostra comunità. Chiedo pertanto che venga formalizzato, con apposito atto di indirizzo, di dedicare le nuove vie e piazze a personalità femminili ad ora non adeguatamente rappresentate nella toponomastica cittadina. La mozione propone di prevedere le misure necessarie affinché, fin dalla prossima composizione della Commissione toponomastica, venga assicurato un paritetico equilibrio nella scelta delle intitolazioni di strade e piazze”.