RIVA DEL GARDA – Studio sulla qualità della mobilità nei capoluoghi di Regione

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È stato presentato a Riva del Garda nei giorni scorsi, in occasione del V° Forum Internazione delle Polizie locali organizzato dall’Aci, uno studio sulla qualità della mobilità nei venti capoluoghi di Regione italiani, studio firmato dalla Fondazione Aci ‘Filippo Caracciolo’.

Nella ricerca sono stati prese in considerazione numerose variabili, come gli incidenti stradali, la mobilità sostenibile, i proventi derivanti dalle sanzioni stradali, i servizi offerti dal trasporto pubblico locale, i servizi di car sharing e l’eventuale presenza di aree di sosta a pagamento. Lo studio ha portato in evidenza il fatto che sono proprio le piccole città, quelle a misura d’uomo, a garantire una maggiore mobilità pedonale e a favorire la sostenibilità ambientale, sebbene presentino dei deficit in materia di organizzazione della circolazione e di incidentalità stradale, nonostante gli ingenti investimenti pubblici degli ultimi tempi.

Per quanto riguarda, invece, il bilancio delle sanzioni irrogate per la violazione del Codice della Strada, il primo posto nella classifica compete a Roma, seguita da Milano, Napoli, Torino, Bologna e Genova. All’ultimo posto della graduatoria L’Aquila e Potenza, luoghi in cui i conducenti sono più attenti alle norme stradali – o in cui sono meno intransigenti le forze dell’ordine.

Esaminando poi la quota percentuale dei proventi delle infrazioni destinata alla sicurezza stradale, il capoluogo più virtuoso è Trieste, seguito da Roma, Torino e Cagliari. Negli ultimi posti, invece, Bari, Campobasso, Catanzaro, L’Aquila, Potenza e Venezia, i cui amministratori hanno deciso di investire poco nella sicurezza sulle strade.

“Questi dati ci dimostrano che i soldi per la sicurezza stradale ci sono – ha affermato Angelo Sticchi Damiani, presidente dell’Automobile club d’Italia – e gli automobilisti pretendono miglioramenti continui delle strade, della segnaletica e delle infrastrutture urbane. La legge prevede che possano essere spesi anche in attività di formazione degli utenti e nel potenziamento delle Polizie Locali per il presidio del territorio. Le multe non sono e non devono mai diventare una risorsa con cui ripianare i bilanci dei Comuni. Le differenze sul territorio della spesa media per multe non dimostrano che gli automobilisti anconetani siano più indisciplinati di quelli aquilani – ha continuato il presidente dell’Aci – bensì quanto l’attività delle Polizie locali segua ancora linee operative troppo disomogenee in Italia, a scapito della sicurezza e dell’equità sociale”.