MILANO – ll Carroccio punta al Pirellone con Maroni. Alleanza Pdl? “Se cambiano”

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Il 26 ottobre scorso, dopo l’approvazione della nuova legge elettorale della Regione Lombardia che tra pochi mesi (data ancora da definire) porterà gli elettori a votare il nuovo consiglio regionale, sono arrivate le dimissioni dei vari gruppi dopo gli ultimi scandali che hanno coinvolto il Pirellone, l’ultimo in ordine di tempo l’arresto per i presunti contatti mafiosi che l’assessore alla Casa Domenico Zambetti, in quota Pdl, avrebbe ingaggiato con la ‘ndrangheta per favorirlo in alcune occasioni in cambio del loro voto.

Matteo Salvini, segretario nazionale lombardo della Lega Nord

Sulla questione, negli ultimi giorni, anche precedenti al caso Zambetti, la Lega Nord si è riunita più volte per discutere del destino della Regione, visto che anche l’ormai ex presidente Roberto Formigoni è coinvolto in alcuni casi di giustizia. “Il Consiglio Federale della Lega Nord, riunitosi nella sede di via Bellerio, ha approvato la relazione illustrata dal Segretario federale Roberto Maroni, sull’attuale situazione di Regione Lombardia. – si legge in un comunicato del 13 ottobre scorso, pochi giorno dopo lo scoppio del caso Zambetti.- Il Consiglio Federale, dopo un’ampia discussione, ha quindi dato mandato allo stesso segretario federale e a quello nazionale lombardo Matteo Salvini di gestire la questione sia per quanto riguarda il nuovo assetto regionale che per la durata della legislatura regionale.

A questo proposito il Consiglio Federale ha individuato come prioritari due soli punti: la legge elettorale regionale e la legge di bilancio, da approvarsi entro Natale, per poter così far coincidere il voto della Regione Lombardia con le elezioni politiche di aprile in unico election day. La Lega Nord infine richiede che tutti i consiglieri regionali rinviati a giudizio si dimettano dal loro mandato immediatamente”. E pochi giorni fa, il 25 ottobre, 24 ore prima delle dimissioni del consiglio, il Carroccio commenta ancora. “Abbiamo presentato 19 emendamenti sulla legge elettorale. Non è nostra intenzione – afferma Stefano Galli, capogruppo della Lega Nord al Pirellone –  fare ostruzionismo, anche perché riteniamo importante che si possa arrivare all’approvazione di un nuovo testo in cui, ad esempio, il listino non sia più presente.

Per la precisione abbiamo depositato 11 emendamenti sul pdl 84 (di iniziativa del PD) e 8 emendamenti sul pdl 142 (presentato dal PdL). La Lega e’ disposta a parlare “con tutti, ma non con Formigoni”. Lo ha affermato il segretario della Lega Lombarda, Matteo Salvini, a margine dei lavori del Consiglio regionale. “Il problema non è con chi parlare nel Pdl”, ha anche detto. “Stiamo lavorando al programma e abbiamo come candidato Roberto Maroni, chi ci sta ci segue”. Quanto alla “crisi politica” in Regione, Salvini ha sottolineato: “la Lega aveva promesso di andare a votare e si farà. Aveva promesso di togliere il listino per non avere più Minetti paracadutate dall’alto in Consiglio ed è stato fatto.

Non abbiamo paura del voto, anzi l’abbiamo chiesto – ha concluso – ma chiamare 10 milioni di persone al voto due volte in pochi mesi ci sembra sciocco. O il Pdl riesce a darsi una ripulita in tempi celeri, visto che ogni giorno ha il suo indagato, oppure è chiaro che l’alleanza in Lombardia è difficile”. Lo ha afferma in un’intervista al settimanale “Il Punto” lo stesso segretario nazionale. “La Lega, per voltare pagina in Lombardia, candida Maroni come nuovo governatore. Poi se il Pdl si rinnova e riparte mai dire mai. Ma se rimane quello che conosciamo attualmente – ha spiegato – è chiaro che la gente che viene a firmare dice ‘Meglio soli che male accompagnati’. Come accadde per Formentini nel 1993, credo che oggi attorno a Maroni potrebbe nascere un bel numero di liste civiche, di professionisti, imprenditori e cittadini non iscritti alla Lega che hanno voglia di darsi da fare” ha concluso Salvini.

Fonte: Lega Nord