GARDA – I Comuni del basso lago valutano l’introduzione della tassa di soggiorno

0

Con l’avvicinarsi della fine dell’anno è tempo di bilanci e previsioni e si ritorna a parlare della tassa di soggiorno, decisamente osteggiata dagli operatori turistici del lago di Garda. Una tassa che in terra bresciana andrebbe a colpire oltre 6 milioni di pernottamenti e che, pertanto, consentirebbe ai Comuni rivieraschi di racimolare ingenti risorse.

Il tema all’ordine del giorno è quello di decidere se introdurre o meno l’imposta in tutti i Comuni gardesani. Se ne è parlato nel corso di due incontri che hanno riunito i sindaci dell’alto lago, dell’Unione della Valtenesi, e del basso Garda. L’obiettivo è quello di costituire un Consorzio unico per il Garda bresciano, in modo tale da garantire uniformità nelle modalità applicative dell’imposta. I sindaci si sono confrontati sui fondi e sui finanziamenti che dalla tassa deriverebbero e che consentirebbero di risanare bilanci che in un periodo di crisi economica come quello attuale non sono dei più fiorenti.

In modo particolare si è fatta strada l’idea di introdurre la tassa di soggiorno in tutti i Comuni della sponda bresciana, attualmente imposta a macchia di leopardo, di modo tale che i relativi proventi possano poi essere reinvestiti in attività di promozione e sviluppo turistico. La tassa, infatti, si stima darebbe luogo ad un introito complessivo di circa 4,3 milioni di euro, di cui 1,3 milioni nel basso lago.

“Nulla è stato deciso – ha spiegato il sindaco di Desenzano del Garda Rosa Leso –. L’orientamento mi è parso favorevole alla tassa anche se stiamo ancora valutando e riflettendo. Le risorse sarebbero significative e potrebbero servire non solo per la promozione turistica ma anche per affrontare problemi generali quali la tutela ecologica ed ambientale. È stata costituita una commissione che ha il compito di mettere a fuoco il problema e redigere una proposta”.

Di contrario avviso, invece, è il sindaco di Sirmione Alessandro Mattinzoli: “Lo ero lo scorso anno e resto, in linea di principio, contrario all’introduzione della tassa di soggiorno che pure frutterebbe a Sirmione circa 740mila euro. Potrei adeguarmi solo se i proventi non saranno destinati ai piccoli interventi locali, ma a un fondo per la realizzazione di grandi progetti comprensoriali. Penso alla viabilità, alla tutela dell’ambiente e alle piste ciclopedonali”.

Nel frattempo, Limone e Tremosine hanno deciso di conformarsi alla scelta già effettuata la scorso anno dagli altri Comuni altogardesani: a partire dal 2013 sarà introdotta l’imposta di soggiorno, imposta il cui peso andrà a ricadere su coloro che alloggeranno nelle strutture ricettive. La tassa è stata concepita dai sindaci dei Comuni dell’alto Garda come una risorsa irrinunciabile per continuare a garantire servizi turistici funzionali e moderni, soprattutto in questo periodo di ristrettezza economica derivante dalla contrazione dei trasferimenti statali. Sebbene con tariffe e modalità diverse, dunque, nel 2013 la tassa sarà in vigore in tutti i Comuni altogardesani ed in tutti quelli della Valtenesi, eccezion fatta per Puegnago.

A Tremosine la tassa entrerà in vigore il 1° gennaio e si applicherà per tutto l’arco dell’anno. “Nel 2012 – ha spiegato l’assessore al Turismo Marco Giacomo Perini – avevamo deciso di soprassedere. Ora introduciamo l’imposta, ma solo dopo esserci confrontati con gli operatori turistici”. Le tariffe stabilite sono di 0,80 euro per ogni pernottamento negli hotel e nei residence a 4 e 5 stelle, di 0,50 euro negli hotel e nei residence a 1,2 o 3 stelle, così come negli appartamenti vacanze, nei bed & breakfast, nelle foresterie, negli agriturismi, nei villaggi turistici e nei campeggi. Il gettito previsto è di circa 100mila euro annui.

A Limone, invece, l’imposta entrerà in vigore a partire dal 1° marzo 2013 e si applicherà per tutto l’anno. Le tariffe limonesi sono di 1,50 euro negli hotel a 5 stelle, di 1 euro negli hotel a 3 e 4 stelle e nei residence a 3 stelle, di 0,50 euro in tutte le altre strutture ricettive. “Non applichiamo l’addizionale Irpef – ha spiegato il sindaco Franceschino Risati –, abbiamo tenuto l’Imu al minimo e i trasferimenti dello Stato sono passati dai 398mila euro dello scorso anno a zero euro. L’imposta ci consentirà di mantenere elevata la qualità dei nostri servizi turistici”. Il gettito previsto dall’imposta per il Comune di Limone si stima dovrebbe assestarsi attorno al mezzo milione di euro.

I regolamenti comunali, va ricordato, impongono poi che il gettito derivante dall’imposta di soggiorno rimanga interamente al Comune e venga utilizzato esclusivamente per finanziare interventi in materia di turismo ed in materia di fruizione e recupero dei beni culturali ed ambientali locali.