BRESCIA – Crisi da 3° trimestre delle aziende manifatturiere

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Una situazione sempre più difficile ed incerta per l’artigianato bresciano: è il quadro che emerge dalla lettura dei dati congiunturali del terzo trimestre 2012 raccolti ed analizzati da Confartigianato Imprese Unione di Brescia. “E’ un contesto tutt’altro che rassicurante quello che appare scorrendo la nostra ultima rilevazione per il periodo luglio-settembre, con diversi settori in chiara sofferenza e con prospettive non certo incoraggianti. Ed infatti anche per i prossimi tre mesi larga parte delle imprese contattate guarda con pessimismo al futuro ed all’evolversi della situazione economica” sottolinea il presidente Eugenio Massetti.

Eugenio Massetti

La situazione tende a diventare sempre più pesante man mano trascorrono i mesi. Restano infatti stabili solo i settori alimentari e pelli-calzature e sono abbastanza positivi quelli della gomma-plastica e della carta stampa. Segno negativo, invece, per buona parte degli altri comparti come tessile abbigliamento, legno mobilio, siderurgia e meccanica.
Segnali un poco più incoraggianti arrivano invece dal dato occupazionale, che si attesta attorno alla soglia del 78%.

Produzione. La produzione nei mesi di luglio-settembre ha registrato qualche timido segnale di aumento. Infatti le imprese che hanno rilevato una crescita rispetto ai mesi precedenti sono state il 23,61% contro il 20 del trimestre scorso, il 48,61% (era il 51,25) ha ravvisato una riduzione mentre il 27,78% ha registrato una stabilità della produzione.

Utilizzo Impianti. In leggera salita anche l’utilizzo degli impianti. Nel corso del terzo trimestre del 2012 le aziende che non hanno subito variazioni nell’utilizzo dei macchinari sono state il 34,72%, mentre quelle in diminuzione si sono attestate attorno al 44% (un punto in meno del 2° trimestre). Il differenziale tra l’aumento e la diminuzione dell’utilizzo degli impianti fa quindi registrare un valore pari a -23,61%, migliorando anche se di poco il -23,75% osservato il trimestre scorso.

Fatturato. Andamento altalenante per il fatturato: se infatti nell’indagine il 25% delle ditte ha rilevato un incremento rispetto ai mesi precedenti, ben il 51,39% (vale a dire il 5% in più del trimestre estivo) ha riscontrato un calo, mentre il 23,61% (quasi il 9% in meno rispetto all’ultima rilevazione) ha dichiarato di aver avuto un andamento pressoché stabile. Il differenziale tra l’aumento e la diminuzione del fatturato lievita così fino a far segnare un poco rassicurante -26,39%.

Domanda Nazionale. La domanda nazionale tende invece a calare vistosamente. Se infatti nella congiuntura del terz trimestre dell’anno 2012 il 16,67% delle ditte ha riscontrato una crescita (erano il 22,50% nella precedente rilevazione), il 29,17% non ha rilevato variazioni e ben il 54,16% (quasi due punti percentuali in più) ha dichiarato di aver subito un calo.

Domanda Estera. Nel contempo risulta essere sostanzialmente stabile l’andamento della domanda estera: nel periodo luglio-settembre 2012 il 38,10% delle aziende ha dichiarato una diminuzione, il 42,86% ha ravvisato una stabilità mentre solo il 19,04% ha riscontrato un aumento delle esportazioni. Il settore che ha risentito maggiormente della flessione della domanda estera è quello del tessile-abbigliamento con un 75% di lieve diminuzione delle esportazioni ed un 25% di stabilità.

Giorni di produzione assicurata. Il numero medio dei giorni di produzione assicurata dei prossimi tre mesi è salito a 28 giorni. Con più ordini rispetto al numero medio risultano i settori della siderurgia con 67 giornate, delle pelli calzature con 55 giorni e della carta stampa con 51 giorni. Sotto il numero medio dei giorni di produzione assicurata si presentano, invece, il settore meccanico con 16 giornate (dato che quasi dimezza quello registrato all’inizio dell’estate), quello della gomma plastica con 13 e dell’alimentare con 5.

Occupazione. Si mantiene costante la situazione occupazionale, giudicata infatti stabile dal 77,78% degli intervistati, in aumento dall’8,33% (era il 16,25%) ed in calo dal 13,89 (a fronte del precedente 25%).

Prospettive future. Dall’indagine realizzata il 31,94% degli intervistati ha dichiarato di non aspettarsi cambiamenti nel prossimo trimestre, il 51,39% (contro il 43,75% di tre mesi fa) è pessimista mentre il restante 16,67% prevede un miglioramento.
SETTORI

Alimentare. Il settore alimentare nel terzo trimestre dell’anno 2012 evidenzia una situazione abbastanza regolare. Se infatti il 57,14% delle aziende contattate ha risposto che la produzione è calata rispetto ai mesi scorsi, il 42,86 la ritiene stabile o addirittura in lieve aumento. Anche l’occupazione è rimasta pressoché stabile per il 71,43% degli intervistati. Le previsioni per il quarto trimestre del 2012 parlano di stabilità per il 71,43% e di aumento per il restante 28,57%.

Tessile Abbigliamento. Orientata alla diminuzione risulta essere la congiuntura del settore del tessile abbigliamento. Il 14,29% delle ditte evidenzia infatti un aumento del fatturato, un’analoga percentuale è stabile e ben il 71,42% riscontra una diminuzione.
Decrescita anche nell’utilizzo dei macchinari, che segna un differenziale tra aumento e diminuzione pari a -57,14% (un dato comunque più positivo del -66,67% registrato il trimestre scorso). La domanda estera fa osservare una certa stabilità per il 25% delle aziende, affiancata però da una lieve diminuzione per il restante 75%.
L’occupazione si mantiene invariata per il 71,43% delle aziende e diminuisce per il 28,57% (contro il 33,33% della rilevazione precedente).

Pelli Calzature. Congiuntura caratterizzata da un difficile equilibrio per il settore pelli calzature che, nei mesi di luglio-settembre, registra però un’incoraggiante crescita. Se è infatti vero che la produzione segna un calo per il 33,34% (erano il 60%) delle aziende, i 2/3 delle ditte dichiara una certa stabilità oppure un aumento. Il fatturato è stabile e fa registrare un differenziale tra aumento e diminuzione pari a 0. Buoni segnali si evidenziano per la domanda estera, stabile per il 100% degli intervistati, mentre è decisamente più negativo l’andamento della domanda nazionale che, se si mantiene invariata per il 33,33% degli intervistati, cala per il restante 66,67%.
L’occupazione rimane inoltre stabile per il 100% delle ditte. Per i prossimi tre mesi il 33,33% delle aziende si aspetta un periodo di stabilità e ben il 66,67% fa previsioni pessimistiche.

Legno e Mobili. Ancora in calo anche la congiuntura del comparto del legno mobilio. Per l’utilizzo di impianti ed il fatturato il differenziale tra il loro aumento e la loro diminuzione è del -22,22% (due punti in più della precedente indagine). Sia la produzione che il fatturato risultano però stabili per il 55,56% delle imprese ed in aumento rispettivamente per il 22,22% e l’11,11%.
Tiene la domanda nazionale, invariata per il 44,44% delle aziende ed in aumento per il 22,22%, mentre la domanda estera non subisce variazioni per il totale degli interpellati. Il dato occupazionale è d’altra parte incoraggiante: un 88,89% registra infatti una certa stabilità e l’11,11% una lieve diminuzione. Tuttavia le aspettative economiche future, stabili per l’11,11% degli intervistati, appaiono negative per il 77,78% e positive per il restante 11,11%.

Carta stampa. In controtendenza ed in deciso aumento risulta essere la congiuntura del settore della carta stampa. Il differenziale tra l’aumento e la diminuzione della produzione è infatti pari al 60%. Il 60% delle ditte evidenzia un aumento dell’utilizzo dei macchinari ed il 40% una sua stabilità. La domanda nazionale registra un differenziale tra aumento e diminuzione del 40%. L’occupazione si mantiene stabile per il 100% delle imprese e per il prossimo trimestre le previsioni sono ottimistiche, con l’80% di stabilità ed il 20% di lieve aumento.

Gomma e plastica. Il settore della gomma plastica continua a mostrare qualche segnale positivo. Il fatturato risulta infatti in aumento per il 44,44% del campione analizzato, stabile per il 22,22% ed in calo per il rimanente 33,34%. L’andamento della domanda nazionale, però, scende per il 33,33%, resta stabile per il 44,44% (invece del 22,22 precedente) ed aumenta per il 22,23% (contro il 33,34 dell’ultima rilevazione) delle ditte. La domanda estera fa registrare una stabilità per il 40% delle imprese, un aumento per un altro 40% ed un forte calo per il 20%. A fronte di queste cifre per il quarto trimestre del 2012 il 33,33% delle aziende si attende un miglioramento dell’attività economica ed il rimanente 66,67% è pessimista.

Siderurgia. La congiuntura del terzo trimestre dell’anno 2012 del settore siderurgico risulta, ancora, in calo. Mentre la produzione aumenta per il 33,33% delle ditte, il differenziale tra l’aumento e la diminuzione dell’utilizzo degli impianti fa segnare infatti un pesante -50%. Segnali negativi vengono anche dal fatturato, in aumento per il 16,67% delle imprese ed in diminuzione più o meno marcata per il restante 83,33%.
In questo comparto il dato occupazionale mostra dati altalenanti: per il 50% degli intervistati (erano il 66,67) l’occupazione è rimasta invariata, per il 16,67% è in calo, mentre cresce lievemente per il restante 33,33%.
Le aspettative economiche dei prossimi tre mesi sono statiche per il 50% degli intervistati e pessimistiche per l’altra metà del campione.

Meccanica. Dati veramente poco incoraggianti giungono, infine, anche dal settore della meccanica. Se infatti le aziende che hanno registrato un miglioramento nella produzione aumentano al 14,28%, quelle che non hanno subito variazioni calano al 28,57% e si registra un’impennata fino al 57,15% delle diminuzioni. Il fatturato è stabile per il 19,05% del campione preso in esame, il 61,90% delle aziende dichiara di aver avuto un calo mentre per il restante 19,05% c’è stato un aumento: il differenziale tra l’aumento e la diminuzione del fatturato fa segnare perciò un pesante -42,86%. Male anche l’andamento della domanda nazionale, in aumento per il 14,28%, stabile per il 19,05% delle aziende ed in diminuzione per il 66,67%, mentre il differenziale di quella estera si attesta a -16,67%. Alcune note positive arrivano comunque dall’occupazione, che si mantiene per l’80,95% degli interpellati, è in lieve aumento per il 4,76% ed in diminuzione per il 14,29%.