VILLA CARCINA – Per il Mella “disperato” serve il depuratore. Scadenza al 2027

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Come sta il fiume Mella? Vedendo le immagini e rileggendo le cronache che abbiamo trattato nei giorni scorsi è facile immaginare che lo stato di salute del corso d’acqua più importante della provincia di Brescia e lungo la Valtrompia si trovi in condizioni pessime. Anzi, in Lombardia è considerato il più inquinato di tutti e uno dei più sporchi a livello europeo. A confermare il triste primato ci ha pensato ieri sera un incontro svolto nell’ex Cinema di via Manzoni, a Villa Carcina, dedicato al “Fiume Mella, un bene comune da salvare!”.

Dalla discussione durata circa tre ore sono emersi i due grandi problemi che affliggono il fiume. Da una parte gli scarichi industriali contaminati da nichel, cromo e altre sostanze chimiche, oggetto anche di atteggiamenti da codice penale per gli imprenditori, che terminano direttamente nel corso d’acqua senza un prefiltraggio a monte. Un caso su tutti è quello di Lumezzane dove l’intricato sistema fognario, vecchio di quarant’anni e mai censito per le difficoltà logistiche, è il mezzo con cui gli sversamenti finiscono nel Gobbia (vedi gli ultimi casi di cronaca quando ha assunto colori diversi), uno degli affluenti del Mella.

Il presidente di Asvt Diego Toscani

L’altra questione riguarda il depuratore di valle di cui si parla da decenni e di cui nei prossimi mesi si avranno elementi concreti. Hanno parlato di questo l’esperta dell’Arpa Eleonora Gozio, lo storico dell’ambiente Marino Ruzzenenti, il presidente dell’Azienda Servizi Valtrompia Diego Toscani e il sindaco di Gardone, nonché vice presidente dell’Ato (l’autorità d’ambito provinciale sul ciclo dell’acqua) Michele Gussago. La tavola rotonda è stata moderata dal consigliere comunale e capo gruppo del Partito Democratico a Villa Carcina Stefano Mino.

Partiamo dai numeri e dalle prossime scadenze. Al triste primato del corso d’acqua più inquinato della Regione si aggiunge anche il fatto che sia l’unico rimasto senza un impianto di depurazione. La dr.ssa Gozio ha confermato che nel 2015 tutti i fiumi devono presentarsi in buono stato, ma il caso negativo del Mella, che poco più di due anni non potrà raggiungere l’obiettivo, ha spinto l’Europa a concedere una deroga fino al 2027. Quest’ultima scadenza, però, visto la mancanza della pulizia delle acque di cui l’impianto sarà costruito solo nei prossimi anni rischia di rimanere ancora violata per l’eccessivo grado di inquinamento. Dal 2001 al 2008, nel corso dei quattro campionamenti annui che l’Arpa compie, non c’è stato alcun miglioramento e preso di mira, oltre al Mella, c’è anche il Gobbia. Voto medio 4 per il primo e 5 per il secondo, i gradi peggiori della scala stilata proprio dall’agenzia regionale.

Tra i motivi non c’è dubbio che rientri anche la conformazione della media Valtrompia (la parte alta è esclusa dall’inquinamento per le poche attività umane), visto che su 70 mila abitanti ci sono 2 mila aziende che scaricano nelle fogne sostanze e materiali, non avendo, molte di loro, un impianto di trattamento interno. Industria sì, ma anche gli scarichi domestici contribuiscono a rendere indecoroso il Mella: basti pensare – dati diffusi dalla dr.ssa Gozio – che ogni anno finiscono ne fiume circa 40 tonnellate di nichel, rame e zinco. Le soluzioni secondo la responsabile dell’Arpa, molto pessimista anche sul fatto che il corso d’acqua possa rientrare nei ranghi entro il 2027, sono la depurazione, la chiusura degli scarichi non autorizzati e i prelievi dei campioni di acqua direttamente in azienda.

Il vice presidente dell’Ato Michele Gussago

Un discorso a parte meritano i controlli, o presunti, che si farebbero sul Gobbia visto che per quattro volte consecutive il fiume è diventato rosso in corrispondenza del Crocevia: le sonde suonano tutti i giorni – dice ancora la Gozio – ma come intervenire su così tante aziende in un luogo circoscritto? Sulla questione del depuratore è intervenuto il presidente dell’Asvt Diego Toscani. Pochi mesi fa tutti i sindaci della Valtrompia hanno dato il parere favorevole sulla costruzione dell’impianto in galleria a Dosso Boscone, una frazione compresa tra Concesio e Collebeato. Un via libera tormentato visto che per oltre dieci anni, dal 1999 quando si è iniziato a parlare di pulizia delle acque in valle, al 2010, la situazione è rimasta congelata. Prima l’ipotesi, troppo onerosa e malvoluta da Brescia, di collettare tutte le acque verso Verziano, poi ancora la possibilità di installare due piccoli impianti a valle di Lumezzane e Villa Carcina e infine l’ultima soluzione di cui entro la fine dell’anno sarà terminato lo studio di fattibilità per verificare le condizioni concrete.

La depurazione – come ha sottolineato Toscani – deve essere accompagnata anche dalla sistemazione degli scarichi delle aziende che, se diretti all’impianto, rischiano di comprometterne il funzionamento. Entro la fine dell’anno, come detto, le autorità avranno dettagli tecnici e sui costi per la nuova operazione e nei primi mesi del 2013 si deciderà il da farsi. E’ previsto un impianto da 20 mila metri quadri, la maggior parte sotto terra e quindi senza ulteriore consumo di territorio, con una zona destinata al pretrattamento chimico. I costi onerosi (dovrebbero essere di circa 75-80 milioni di euro) sono dovuti proprio alla necessità di fare un filtraggio iniziale per separare i liquidi metallici dall’acqua, ma è necessario controllare tutti i 1.631 scarichi censiti. In ogni caso, dopo il progetto ci vorranno 5-6 anni prima che l’impianto entri a regime.

E sull’idea che le famiglie valtrumpline debbano pagare in bolletta il canone di depurazione per accantonare le risorse da destinare all’investimento, è scattata una polemica visto che il servizio ancora non c’è. Ma nonostante in sala serpeggiasse un po’ di malcontento e dubbio sull’idea che tra qualche anno si possano realmente pulire le acque, a infondere un po’ di ottimismo ci hanno pensato prima il vice presidente dell’Ato Michele Gussago e poi il sindaco di Villa Carcina Gianmaria Giraudini. Per Gussago è indispensabile la solidarietà tra cittadini della provincia visto che dalla voce “canone di depurazione” della bolletta dei valtrumplini la quota non basterà per costruire l’impianto. La decisione comunque è irrevocabile: il depuratore si farà.

1 Commento

  1. LA TELENOVELA DELLA DEPURAZIONE IN VALLETROMPIA SEMBRA INFINITA …PEGGIO DELL’AUTOSTRADAQUANDO SEMBRAVA DI ESSERE AL VIA DELLA REALIZZAZIONE DEL DEPURATORE HO AVUTO AL SENSAZIONE CHE SI COMINCIASSE A FARE A GARA A CHI FOSSE IL + AMBIENTALISTA, OGGI SIAMO ANCORA QUI IN ATTESA CHE LA POLITICA DECIDA. IL MIO INTERVENTO PROBABILMENTE SARA’ FUORI DAL CORO DELL’AMBIENTE POLITICO DELLA VALTROMPIA… MI DICO SEMPRE PERO’ CHE E’ AUSPICABILE CHE CI SIANO VISIONI DIVERSE SE SONO COSTRUTIVE E NON POLEMICHE.
     SI ERA GIUNTI AD UN PROGETTO CHE PREVEDEVA UN DEPURATORE A DUE LINEE ,ESTERNO, SUL CONFINE TRA VILLA CARCINA (13.000MQ) E CONCESIO(14.000MQ) CON I SOLDI A DISPOSIZIONE CIRCA 20.000.0000€ SI POTEVA NEL GIRO DI 1 ANNO CIRCA AVERE LA PRIMA LINEA CHE SERVIREBBE 50.000 ABITANTI . TENENDO CONTO CHE LUMEZZANE NON E’ ANCORA COLLETTATA LA PRIMA LINEA AVREBBE SERVITO TUTTA LA VALLE.
     ESSENDO STATA CREATA L’AUTORITA’ PER IL CICLO IDRICO SARA’ LA STESSA A DETERMINARE LE TARIFFE( di gestore e non dibacino) ED A DIFFERENZA DELL’AMBITO TERRITORIALE I FINANZIAMENTI LI EROGHERA’ A FINE LAVORI ED IN PRESENZA DEL COLLAUDO…
     DUNQUE BISOGNA TROVARE I SOLDI LIQUIDI MANCANTI PER ESEGUIRE LA 2° LINEA
    POI COME DICEVO DIVENTIAMO AMBIENTALISTI E RISCOPRIAMO IL PROGETTO DEL COLLETORE IN GALLERIA GIA IDEATO NEL 1995… SONO PASSATI 17 ANNI E NON ABBIAMO ANCORA IL DEPURATORE NON VORREI RITROVARCI QUI FRA 17 ANNI A PARLARE ANCORA DEL DEPURATORE DELLA VALLETROMPIA.
    DEPURATORE IN GALLERIA
     COSTO DOPPIO
     TEMPI DI REALIZZAZIONE DAI 3 AI 5 ANNI(FINANZIAMENTI???)
     COSTI DI GESTIONE 15/20% IN + IN GALLERIA RISPETTO A QUELLO ESTERNO
     IMPOSSIBILITA DI REALIZZARE L’IMPIANTO PER LOTTI IN BASE AI SOLDI DISPONIBILI
     PER IL DEPURATORE IN GALLERIA I 20.000.000€ NON SONO SUFFICIENTI NEANCHE PER LA REALIZZAZIONE DELLE 2 O 3 GALLERIE NECESSARIE
     Solo per lo studio di fattibilità servono circa € 80.000
    CREDO CHE SIA GIUSTO CHE OGNUNO ABBIA LE PROPRIE CONVINZIONI MA CREDO ANCHE CHE SIA NECESSARIO :
    1) INNANZITTUTTO AVERE UNA INFORMAZIONE CORRETTA PERCIO’ DARE AI CITTADINI LA POSSIBILITA’ DI ESSERE INFORMATI E CHE LA COSA NON RESTI RISTRETTA ALLA CLASSE DIRIGENTE DELLA POLITICA TRIUMPLINA
    2) ACCELERARE I TEMPI DI ESECUZIONE DEL DEPURATORE FACENDO DELLE SCELTE CHE NON COMPORTINO IL RISCHIO DI ASPETTARE ALTRI
    ZENONI MAURO REFERENTE PER BRESCIA DEL MOVIMENTO”ROSA PER L’ITALIA”PRESIDENTE ON PEZZOTTA SAVINO

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