ROVERETO (TN) – “La magnifica ossessione” al Mart per i dieci anni

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Per celebrare il suo primo decennale di vita, il MART – Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto, presenta “La Magnifica Ossessione”, una mostra che nella sua durata di quasi un anno (dal 26 ottobre 2012 al 6 ottobre 2013) ridisegna la relazione delle sue collezioni con il pubblico, riflettendo sul proprio patrimonio artistico e intraprendendo un modo inedito di osservarlo. Si tratta di raccolte ricchissime che il MART ha spesso presentato in prospettive tematiche, con focus di approfondimento di nuclei circoscritti, che con l’occasione del traguardo dei dieci anni costruisce un panorama più esteso sulla collezione del museo trentino.

Circa 1.200 opere permetteranno di esplorare il patrimonio del MART nella sua integrità ed eterogeneità, secondo una esperienza che avrà un impatto sul pubblico di inedita e inaspettata potenza. Spesso un elemento ossessivo ha orientato il gusto dei collezionisti, e presente in molte delle raccolte donate o in deposito presso il MART. Da questa attitudine nasce “La Magnifica Ossessione,” una mostra che occupera tutto il secondo piano del museo. Progetto senza precedenti, definita dal direttore del Museo Cristiana Collu, con un accumulo di aggettivi: autodidatta, rabdomante, autodafè di opere. Succube o protagonista, collezione ricomposta, perturbante e conturbante, maniacale e feticista. Oscuro oggetto del desiderio. Segreto, condivisione, ebbrezza, festa. Vertigine della mescolanza. Per costruirla MART ha dedicato in toto le proprie risorse interne, affidandosi a un vero lavoro di squadra.

I curatori e conservatori coinvolti sono Nicoletta Boschiero con Veronica Caciolli, Margherita de Pilati, Duccio Dogheria, Daniela Ferrari, Mariarosa Mariech, Paola Pettenella, Alessandra Tiddia, Denis Viva, Federico Zanoner. “La Magnifica Ossessione” rivendica una visione radicalmente libera dei piani temporali; le opere sono accostate secondo un criterio che si potrebbe definire “anticipazione del presente”, o “archeologia del futuro”. Per questo motivo il visitatore incontrerà un percorso espositivo cronologico, ma che procede per forti slittamenti tematici. Le opere sono disposte senza gerarchie visive, mischiando le collezioni ed esaltando le differenze tra le categorie. Una rievocazione, in un certo senso, dello spirito dei salons ottocenteschi, esposizioni che rappresentavano un diverso modo di osservare le opere di arte.

La mostra propone una sensibilità prossima ai criteri del collezionismo e alle condizioni visive della realtà, piuttosto che alla presunta neutralità ed asetticità delle sale espositive moderne e contemporanee. Allo stesso tempo, l’esposizione va letta anche come un racconto delle attività che riguardano le collezioni: la conservazione, il restauro, le relazioni istituzionali e lo studio. Aspetti fondanti e in perenne evoluzione della vita di un museo, che questa mostra porta in superficie. Da sottolineare una tematica trasversale all”intero percorso: quella della ricerca dell’identità stessa di un museo contraddistinto per la propria dinamicità: si parte dalle opere di Andrea Malfatti e lungo il XX secolo si giunge alla “Trento Ellipse” di Richard Long, realizzata con pietre di porfido trentino, passando per il Futurismo di Marinetti e Depero, arte degli anni Trenta con artisti come Giorgio Morandi, Filippo de Pisis e Massimo Campigli; e ancora una sezione dedicata a Mario Sironi e una al ‘900 russo per arrivare al dopoguerra con Renato Guttuso ed Emilio Vedova, alla Pop Art e al Minimalismo con Mimmo Rotella, Mario Schifano e Tano Festa, l’Informale e l’Arte Cinetica di Lucio Fontana, mentre la transavanguardia degli anni Ottanta e Novanta viene messa in relazione con disegnatori di comics quali Andrea Pazienza, Lorenzo Mattotti e testate di cultura anarchica e post-punk come Cannibale, RankXerox e Frigidaire, per approdare ai più recenti linguaggi di Joseph Beuys, Irving Penn, Christian Boltanski, Alighiero Boetti e appunto Richard Long.

Per lo stesso motivo, “La Magnifica Ossessione” ospita anche nuovi lavori realizzati per il MART da artisti contemporanei che interverranno offrendo il loro sguardo alla successione storica delle opere, e interagendo con le stesse opere delle collezioni: dalla residenza di Paco Cao, agli special guest Emilio Isgrò, Liliana Moro, Christian Fogarolli e Paolo Meoni. Tra i nuovi lavori in mostra fin dall’inaugurazione l’installazione site-specific di Paco Cao per “La Magnifica Ossessione” dal titolo “Invertito”, parte del progetto di residency dell’artista asturiano “Gabinetto Psico-Linguistico-Retro-Futurista”, un progetto incentrato sulla relazione tra artista, opera e pubblico, e gioca con la percezione del pubblico mostrando il retro di alcune opere del Settecento e Ottocento della collezione MART.

Ideato dall’artista specificamente per il MART e la Casa d’Arte Futurista Depero di Rovereto, il Gabinetto Psico-Linguistico-Retro-Futurista consiste in una piattaforma creativa caratterizzata dall’uso di molteplici discipline e linguaggi: mostre, eventi e incontri a Rovereto e in altre localita del Trentino. Emilio Isgrò presenta la sua opera “Cancello il Manifesto del Futurismo” in modo graduale, con un’opera di dimensioni ridotte che letteralmente cancella la pagina di Le Figaro che nel 1909 pubblicava il manifesto di Marinetti, ma che nell’arco temporale espositivo tappezzerà intere pareti delle aree espositive del MART. Liliana Moro presenta un doppio progetto, il gruppo scultoreo “Underdog” riflessione dell’artista milanese sul tema dell’essere donna, e “Dicono di lei”, un omaggio all’artista degli anni sessanta Ketty La Rocca realizzato selezionando una serie di opere di artiste donne di varie generazioni, provenienti dalle collezioni in deposito al MART, per comporre un ritratto polifonico sulla figura della donna.

Christian Fogarolli presenta il proseguo del suo progetto “Lost Identities. Human=Animal”, realizzato per Documenta (13) in Karlsue Park, Kassel; il nucleo di opere parte dallo studio della fotografia criminale del primo novecento e prende avvio ad inizio 2011 negli spazi dell’ex manicomio di Pergine Valsugana in Trento (1882-1981). La mostra resta aperta al pubblico, con variazioni del percorso espositivo e nuovi interventi degli artisti contemporanei invitati a partecipare, fino al 6 ottobre 2013. Maggiori informazioni su sono disponibili sul sito internet del museo. Aggiornamenti e news sulla mostra nel corso del periodo di esposizione saranno disponibili su Twitter seguendo l’hashtag #magnificaossessione e il profilo MART @mart_museum. Il calendario per il decennale include altre esposizioni, performance e interventi; tra gli altri, quelli di Hermann Nitsch, David Claerbout, Paco Cao, Emilio Isgrò, Liliana Moro, Christian Fogarolli e Paolo Meoni.

Fonte: Ufficio stampa Mart