SAREZZO – Lamberto Melina a palazzo Avogadro tra mito e silenzio

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Update 25-10 Ultimi giorni per visitare la mostra di Lamberto Melina a Palazzo Avogadro di Zanano a Sarezzo. La mostra patrocinata dal Comune e voluta dall’assessore alla Cultura Valentina Pedrali sta riscuotendo notevole successo. Diverse centinaia ormai i visitatori che nelle prime tre settimane di apertura hanno visitato la personale del maestro saretino. Un grande successo dovuto soprattutto alla capacità che le opere di Melina hanno di colpire nel profondo i visitatori: la maestria tecnica, la perfezione e l’intensità dei ritratti, la profondità penetrante degli sguardi, la suggestione creata dall’uso del nero profondo illuminato da sferzate impossibili di luce, fanno sì che l’esperienza della visita alla mostra sia difficilmente dimenticabile. La mostra, prima di venire parzialmente trasferita a Roma e Montecarlo, sarà visitabile fino al 4 novembre. Durante il sabato e la domenica l’artista sarà presente per rispondere alle domande dei visitatori.

Dal 6 ottobre al 4 novembre il palazzo Avogadro ospiterà la mostra personale di Lamberto Melina intitolata “Il mito e il silenzio” con 45 dipinti d’oscura lucentezza. L’inaugurazione si terrà sabato 6 ottobre alle ore 17 e la mostra sarà aperta dal lunedì al giovedì dalle 10 alle 12, venerdì dalle 10 alle 12 e dalle 19,30 alle 21,30 e sabato e domenica dalle 10 alle 12,30 e dalle 15 alle 21,30 (chiuso giovedì 1 novembre). L’ingresso è libero.

Dopo due anni dalla mostra personale nella cornice della torre Avogadro di Lumezzane e numerose partecipazioni a mostre in Italia e all’estero, Lamberto Melina si ripresenta sulla scena artistica bresciana in un’altra prestigiosa cornice, palazzo Avogadro di Sarezzo. Nell’esposizione saranno esposte cinquanta opere, olii e matite grasse, la metà delle quali inedite o mai esposte nel bresciano, raccolte sotto il titolo di “Il mito e il silenzio”. L’artista, di origini piemontesi ma cresciuto a Milano, da oltre vent’anni vive e lavora a Sarezzo.

Talento naturale, Melina ha sviluppato le sue innate qualità fin da giovanissimo sotto la guida di importanti artisti. Laureato in filosofia, art director e visual designer, dai primi anni ’90 si dedica all’arte con successo, ma è dal 2008 che il suo nome assume importanza a livello nazionale e internazionale. Nel 2008 infatti porta a conclusione un percorso concettuale durato più di dieci anni, in cui ha saggiato innumerevoli tecniche e fondato filosoficamente la sua arte. Dopo un periodo di assenza, al suo riapparire pubblicamente, si mostra con uno stilema innovatore, ontologicamente potente e affascinante, divenendo in poco tempo uno tra gli artisti più apprezzati a livello nazionale.

Sul finire del 2009 la prestigiosa rivista culturale della Mondadori “Prometeo” gli dedica una lunga intervista, in cui l’artista espone il suo innovatore e rivoluzionario agire che pone la tecnica, esasperata nella perfezione e quindi svanente, al servizio del senso e non viceversa come avviene per la maggior parte dell’arte contemporanea, dove significato e atto sono spesso rovinosamente sinonimi. Dal 2008 ad oggi, Lamberto Melina ha partecipato a molte fiere d’arte ed esposto in gallerie italiane ed europee, a Bologna, Milano, Verona, Innsbruck, Chicago, Berlino, Londra, Bruges, Praga, Padova, Bergamo, Principato di Monaco.

 

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Solo nel 2011 e 2012 viene invitato da diverse istituzioni a presentare le sue opere: viene invitato a esporre presso l’Istituto Italiano di Praga, al Museo del Maschio Angioino di Napoli, al Museo Civico di Arte Contemporanea – Palazzo Farnese a Ortona, al Museo Ignazio Cerio di Capri. Ha inoltre partecipato alla 54esima Biennale d’arte di Venezia – Padiglione Italia ed è risultato vincitore assoluto di due prestigiosi concorsi: il “LVI Premio Internazionale Basilio Cascella” e il “Premio Laetitia Cerio” di Capri.

Le opere esposte in Avogadro, tutte create tra il 2009 e il 2012, percorrono con un realismo estremo, quasi surreale, un affascinante itinerario di riflessione e di riconquista delle nostre radici culturali remote, fatte di poesia e di mitologia. Il silenzio interiore, psichico ed emozionale a cui si è condotti dalla meditazione delle opere è il risultato di questo percorso, uno stato fisico ed emotivo, un luogo di confine tra il mondo caotico del fare quotidiano e un luogo fantastico, dove il reale stesso, arricchito di inediti significati, si fa poesia.