GARDA – Ossigeno per le casse veronesi con la tassa di soggiorno

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Tra numerose polemiche, all’inizio della stagione estiva è entrata in vigore la c.d. tassa di soggiorno. Mal tollerata non solo dagli albergatori ma anche dai turisti, la nuova tassa è letteralmente acclamata dai membri delle varie amministrazioni comunali come una vitale boccata d’ossigeno per le casse comunali. Così come previsto dalla normativa, numerosi sindaci hanno già reinvestito gli introiti in eventi o servizi a favore dei turisti.

La tassa, applicata a partire dal primo giugno nei confronti di tutti i turisti con età superiore agli anni 14, ha determinato in incremento del costo di pernottamento di 50 centesimi per gli hotel a una e due stelle e per i campeggi, incremento che sale fino a 2 euro al giorno per gli hotel a cinque stelle.

Tra i vari Comuni che si affacciano sulle rive del Garda, il più fortunato è stato senz’altro quello di Peschiera che, stando a quanto inserito nel bilancio di previsione, dovrebbe veder entrare nelle casse circa 600mila euro. “Al 31 agosto avevamo raccolto 450mila euro, ora vediamo che cosa ci regalerà settembre”, ha affermato il sindaco Umberto Chincarini, che utilizzerà 300mila euro provenienti proprio dalla tassa di soggiorno per i lavori di sistemazione, lavori che prenderanno avvio già da ottobre, del giardino che sorge nel parco della Serenissima. “Oltre che per il mantenimento dei beni demaniali – ha spiegato Chincarini – gli incassi serviranno per interventi sui porti e il resto per la promozione turistica, su cui gli albergatori ci chiedono di investire”.

Stando alle previsioni, secondo in classifica in quanto ad introiti provenienti dalla tassa di soggiorno sarebbe Bardolino che, con 482mila euro già in tasca, si stima dovrebbe raggiungere la soglia di 550 mila euro.

Il Comune di Garda, invece, si attende un introito di 350mila euro e ad oggi ne ha incassati 280mila. “Li abbiamo già utilizzati – ha spiegato il sindaco Antonio Pasotti, che è anche albergatore – come concordato con la commissione istituita sul tema, ovvero per la promozione, per realizzare delle manifestazioni e piccole opere pubbliche di interesse turistico. Non mi risulta nessun tipo di ricorso o fastidio da parte dei clienti, visto che tra l’altro all’estero si paga già e soprattutto gli stranieri sono abituati, ma la tassa, comunque, resta iniqua perché colpisce solo i turisti che frequentano strutture di accoglienza e non il resto delle attività commerciali, che comunque beneficiano dell’indotto”.

La vera novità in tema di incassi provenienti dalla tassa di soggiorno è il Comune di Castelnuovo del Garda: la previsione si era attestata sui 220mila euro, ma il primo cittadino ha annunciato che, mantenendosi il trend attuale, si dovrebbero superare i 300mila euro. “Per i Comuni è fondamentale, soprattutto per quelli turistici, più colpiti dagli altri dalla spending review” ha detto il sindaco Maurizio Bernardi, che ne approfitterà per realizzare opere di manutenzione dei giardini e della passeggiata a lago.

Al Comune di Torri del Benaco, le cui redini sono tenute da Giorgio Passionelli, la tassa ha portato 160mila euro a fronte di presenze turistiche che non hanno subito flessioni. “Ce lo aspettavamo – ha affermato il sindaco –. Il turista avrà anche un’attenzione maggiore alla spesa, ma se deve tagliare lo fa su altri tipi di servizi”. A Torri gli introiti derivanti dalla tassa saranno utilizzati per concludere la pista ciclopedonale  che collega il centro a Pai e per rivedere l’arredo urbano.

A Brenzone, invece, le somme riscosse, 150mila euro per un totale previsto di 170mila,  sono già state utilizzate per opere di sistemazione del lungolago e per integrare il servizio di trasporto serale. “Una tassa che è uno dei pochi modi per fare cassa”, ha commentato Rinaldo Sartori, il primo cittadino.

Tra i Comuni non rivieraschi che hanno deciso di imporre ai turisti il pagamento della tassa di soggiorno va menzionato Valeggio sul Mincio e San Zeno di Montagna, entrambi in Provincia di Verona. In modo particolare, il sindaco di Valeggio Angelo Tosoni ha chiarito che essendo il suo un Comune turistico trova giusta l’applicazione della tassa, considerata come un ottimo ammortizzatore contro la crisi, mentre il sindaco di San Zeno di Montagna Graziella Finotti ha spiegato che l’adozione della tassa di soggiorno, linfa vitale per il Comune, si è resa necessaria per non tagliare molti eventi di richiamo turistico.