VALCAMONICA – Nasce il comitato per sostenere Renzi alle primarie del Pd

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Si costituisce oggi, sabato 20 ottobre, il “Comitato della Valcamonica per Renzi”, per sostenere la candidatura alle primarie del Partito Democratico del sindaco di Firenze Matteo Renzi. Ci sono alcuni amministratori della Valle, tra cui il presidente della Comunità montana Corrado Tomasi e i sindaci di Breno, Ossimo, Ponte di Legno e Cerveno, ma, soprattutto, hanno aderito quasi tutti i Giovani Democratici (GD) della Valcamonica (di cui cinque sono anche firmatari del Comitato stesso).

Il coordinatore è Antonio Molinari di Berzo Demo (24 anni, GD Vallecamonica), mentre il suo vice è Giancarlo Maculotti (sindaco di Cerveno); con loro ci sono Ivan Bernardi (Berzo Demo), Alessio Bondioni (Niardo, vice segretario provinciale GD), Cristian Farisè (sindaco di Ossimo), Sandro Farisoglio (sindaco di Breno), Mario Bezzi (sindaco di Ponte di Legno), Fabio Ghirardi (Niardo, GD Vallecamonica), Fabio Pelamatti (Piancogno, GD Vallecamonica), Piergiuseppe Sacristani (Niardo, consigliere comunale) e Corrado Tomasi (Temù, presidente Comunità Montana). I riferimenti per contattare il comitato sono l’indirizzo mail e la pagina di Facebook Vallecamonica con Renzi.

Il Comitato non avrà una sede fisica, ma l’idea è di passare molto tempo con la gente e usare soprattutto il web, senza sprecare risorse per la sede. “Vallecamonica con Renzi” ha in programma numerose attività, a partire da domani, domenica 21 ottobre, quando sarà allestito un banchetto per la raccolta delle firme per la presentazione della candidatura di Matteo Renzi (servono 20 mila sottoscrizioni a livello nazionale), banchetto che sarà allestito nella piazza del Municipio a Breno. Secondo i giovani che hanno costituito il Comitato, il movimento e il consenso che si stanno creando attorno al sindaco di Firenze non sono solo un fattore generazionale o un mero tentativo di rottamare la classe politica esistente, piuttosto “le primarie vanno viste come una sorta di congresso anticipato.

Da una parte c’è Bersani, che propone i vecchi schieramenti e il progressismo, mentre dall’altra c’è Renzi, che riscopre la vocazione originaria del Partito Democratico, quella riformista. L’importante, però, è che questo confronto delle primarie, da chiunque sarà vinto, sia una conquista per il Pd, soprattutto un motivo di crescita e non di divisione”.

Le idee e le ragioni dei Giovani costituendi camuni

Le contingenze sociali, economiche e politiche hanno portato a due conseguenze:

– il distacco dei cittadini dalle istituzioni, dovuto allo scoraggiamento e alla lontananza di un’esperienza di governo, quella berlusconiana, poco credibile e non all’altezza delle richieste;

– l’affermazione di una cultura dell’antipolitica.

Uno schieramento come il Partito Democratico ha il dovere di non rimanere indifferente, anzi ha l’obbligo di creare occasioni di confronto e coinvolgimento dei cittadini. Lo strumento più idoneo per rispondere a questi bisogni è la consultazione tramite le primarie, da sempre caratteristica indiscutibile del Pd. Non si tratta di un’occasione per ricreare vecchie divisioni e per riproporre vecchie liturgie, ma di uno stimolo per discutere e trovare soluzioni concrete per il bene dell’Italia, per il nostro futuro e per quello dei nostri figli.

È dunque necessario saper leggere la realtà con uno sguardo rivolto al domani, senza essere influenzati da nostalgie del passato: la politica non deve replicare vecchi metodi e schemi, ma dare risposte rapide, concrete e comprensibili attraverso il linguaggio della società moderna. Crediamo che con coraggio e onestà Matteo Renzi possa raccogliere questa esigenza; l’ha richiamato anche nell’incontro a Brescia lo scorso 21 settembre, rimettendo al centro della discussione, con un linguaggio rinnovato, temi quali la formazione e il merito, ci ha ricordato l’importanza dell’Europa e dell’Unione Europea nell’ottica della costituzione degli Stati Uniti d’Europa, ha ripreso con vigore il tema del lavoro, della troppa disoccupazione giovanile e della poca occupazione femminile.

Pensiamo sia giusto ripartire da qui, non per creare tensioni o spaccature all’interno del Pd, ma per dargli un nuovo slancio, per ridare ai democratico quell’entusiasmo ormai da troppo tempo latente e in attesa di essere riacceso. È dunque limpido lo spirito con cui Matteo Renzi interpreta la sfida; per lui sono chiare le regole del gioco: se i cittadini non lo preferiranno non cercherà un posto in Parlamento, ma continuerà a fare l’amministratore, dando il proprio contributo al Pd e supportando il vincitore delle primarie. È questo il modello di partito in cui i giovani sperano e nel quale abbiamo sempre creduto: un partito nel quale una figura meritevole, se legittimata dalla scelta democratica, venga valorizzata e supportata da tutto il partito, perché l’idea è che le primarie siano davvero una vittoria di tutti.

Fonte: Comitato Valcamonica per Renzi