BRESCIA – Denuncia per Artematica, “gonfiata” anche Inca

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I guai di Artematica non sono conclusi, Brescia Musei ha proseguito le sue indagini, controllando ed esaminando i dati relativi alla mostra precedente quella di Matisse, la mostra Inca.
Un comunicato di Palazzo Loggia dichiara: “In risposta alla richiesta della direzione generale del comune di Brescia, la Siae ha fornito i dati riguardanti i titoli di accesso rilasciati per la mostra: “Inca. Origine e misteri delle civiltà dell’oro”, esposizione che si è svolta nel Museo di Santa Giulia dal 4 dicembre del 2009 al 27 giugno del 2010″.
Parlando di numeri, dalla certificazione Siae risulta che il numero di visitatori per la mostra Inca è di 207.854 di cui 194.015 paganti, ma Artematica, alla Fondazione consegna ua documentazione da cui risultano circa 283.439 ingressi, secondo i contratto stipulato in occasione della mostra del 2009, nel caso di visitatori paganti inferiori a 200.000 ma superiori a 150mila era prevista una riduzione del corrispettivo di 250mila euro.

La Fondazione ha dunque deciso, in seguito alla visione della documentazione Siae, di depositare una denuncia alla Procura di Brescia: “affinché questa possa predisporre le opportune azioni, in sede civile e penale, tese al recupero della somma dovuta”.
La denuncia è stata depositata ieri, giovedì 18 ottobre in Procura, nel frattempo, il consigliere comunale del Pd Claudio Bragaglio ha chiesto le dimissioni di Fausto Lechi, presidente della Fondazione Brescia Musei.

Nei giorni scorsi, Il consigliere del Pd si è reso protagonista di questa vicenda per altre dichiarazioni in merito alla presentazione di  un “ricorso straordinario”, relativo alla mostra Matisse,  in quanto non fu consegnata la documentazione in merito all’incontro avvenuto con l’avvocato durante la stesura del contratto.
Nel caso in cui  l’informazione sia stata fatta, dichiara Claudio Bragaglio, “in tal caso, ci troveremmo oggi a constatare che l’occultamento di questi elementi di conoscenza si estenderebbe anche alle responsabilità di sindaco e giunta”.

Le ultime accuse e la richiesta delle dimissioni sono giustificate, secondo Claudio Bragaglio, in quanto: “Il contratto Inca al punto 7.2.B  è chiaro: i pagamenti dovevano essere fatti solo dopo “la definitiva rendicontazione degli introiti relativi all’incasso della vendita dei biglietti” da parte della Fondazione”.

Prosegue il consigliere: “ Il Presidente Lechi  deve finalmente assumersi le proprie responsabilità, dopo questa nuova debacle, e rassegnare immediatamente le sue dimissioni, anche al fine di aprire così la strada all’accertamento di tutte le responsabilità, sia amministrative che politiche, che riguardano Fondazione e Loggia, oltre che Artematica e la filiera di relazioni e di interessi che l’ha illecitamente favorita. Va recuperato il danno economico, ma contemporaneamente va affrontato il tema delle responsabilità di chi ha portato a Brescia Artematica, partire quindi dalle scelte fatte dal sindaco Adriano Paroli, dalla giunta municipale e dall’allora Direttore generale del comune Maiocchi”.