300 ragioni per ammirare Roger Federer

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Che sia o non sia il tennista più forte di tutti i tempi poco importa, resta comunque il fatto che nessuno abbia mai vinto quanto e come lui: Roger Federer, l’uomo delle 300 settimane.

Lo abbiamo visto perdere una finale alle Olimpiadi di Londra dopo una cattiva prestazione, uscire dagli US Open ai quarti dopo una prova sotto tono e infine essere sconfitto in una brutta semifinale a Shanghai contro Murray. Detto questo Federer quest’anno ha vinto già sei tornei, tra cui tre Master 1000 e soprattutto il settimo Wimbledon della carriera. Tutto questo gli è valso la prima posizione nella classifica ATP, scalzando quel Novak Djokovic che l’anno prima aveva umiliato qualsiasi avversario. Questo era l’obbiettivo del campione di Basilea, che così facendo è arrivato a 300 settimane passate da numero uno del mondo. Un nuovo incredibile record, che difficilmente vedremo superato in poco tempo.

Ma soffermiamoci per un momento a ricordare il cammino dello svizzero: dopo un inizio di carriera lontano dall’aplomb che adesso lo contraddistingue, vince il suo primo titolo Slam nel 2003 a Wimbledon. Sarà solo il primo di tanti altri. Infatti dal 2004 al 2007 è un dominio assoluto: vince tre titolo del Grande Slam nello stesso anno, per ben tre anni (2004, 2006, 2007), unico nell’era Open. In questo periodo matura uno dei suoi record più incredibili, cioè le 237 settimane consecutive in vetta alla classifica ATP.

Viene detronizzato nel 2008 da Rafael Nadal, più giovane di lui di sei anni. Inizia da quel momento una continua lotta per il primato, che lo vede costretto a rivedere alcune caratteristiche del suo gioco. Ed è questo che rende Federer un campione straordinario: l’umiltà e l’intelligenza di capire che se vuole ritornare in vetta, deve modificare il suo tennis, rendendolo ancora più offensivo, ad esempio tramite risposte al servizio aggressive e non solo in slice e un rovescio maggiormente incisivo.

Sorprendentemente riesce a migliorarsi, mantenendo la sua solita eleganza e classe, che gli vale l’ammirazione di critici, tifosi, ex tennisti e tennisti. A ben 31 anni è, momentaneamente, numero uno del mondo in un epoca tennistica dominata dalla forza fisica, resistenza ed agonismo. Molti, giustamente, si sorprendono dei risultati che riesce ancora a ottenere, rendendo facile ciò che invece è estremamente difficile. Murray, Agassi, Nadal  e tanti altri si sono recentemente congratulati con il Re, dimostrandogli un grande rispetto.

Probabilmente a fine anno non sarà più numero uno, troppi i punti da difendere da qui al World Tour Final di Londra, ma sicuramente Re Roger cercherà di ampliare il bottino del 2012, partendo proprio dal torneo casalingo di Basilea, che lo ha visto vincitore l’anno scorso. Non è dato sapere quanto il fuoriclasse svizzero continuerà su questi livelli, ma la bellezza del suo tennis rimarrà in eterno. Quindi pazienza se stecca alcuni match, soprattutto perché sono molti di più quelli indimenticabili che ci ha regalato.

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