ALTO GARDA – Poste: Giovanazzi auspica una rete trentina per salvarle

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Nerio Giovanazzi, consigliere provinciale di Amministrare il Trentino, nei giorni scorsi ha sollecitato l’intervento delle migliori energie del sistema trentino per far fronte al progressivo e costante peggioramento del servizio postale periferico.

“Purtroppo – ha scritto –  l’Alto Garda è stato più volte interessato dal piano di risanamento ed è già stato chiuso l’ufficio di Riva 1, quello di Pietramurata e ora sembra che il nuovo provvedimento andrà ad interessare la Val di Ledro e ancora parte del Basso Sarca.  È evidente che la trasformazione in s.p.a. pubblica del servizio postale esclude qualsiasi margine di trattativa fra Provincia e Stato, considerato che tale competenza non è più nella disponibilità del ministero.

La possibilità che ci rimane è cercare di diventare partner nella s.p.a., riservandoci la potestà per la riorganizzazione del servizio sul territorio. Per far ciò si potrebbe utilizzare la rete già esistente e operativa nelle nostre valli come quella rappresentata dai comuni, dalle casse rurali, dalle famiglie cooperative, presenti capillarmente in tutte le località trentine, e non è da meno quindi anche nel Basso Sarca e val di Ledro. Non a caso l’argomento è stato ripreso anche dall’assessore Gilmozzi, che ha avvallato, con le sue dichiarazioni, il contenuto di una mozione approvata all’unanimità dal consiglio provinciale e che porta la firma del sottoscritto e del collega Lunelli.

In tempi non sospetti – ha aggiunto – mi ero premurato di convocare un incontro tra il direttore responsabile delle Poste provinciali, il responsabile di Poste dell’Italia settentrionale, i referenti di Cassa Centrale, per verificare se fosse stato possibile, già allora, arrivare ad un accordo per una collaborazione. Purtroppo quanto scaturito da quell’incontro rimase lettera morta, e oggi ahimè paghiamo un prezzo molto più alto di quanto si paventava a quel tempo. Mi auguro che le dichiarazioni rilasciate alla stampa dall’assessore Gilmozzi e che coincidono con quanto noi abbiamo espresso da tempo possano trovare concretezza anche per l’Alto Garda e Ledro”.