TOSCOLANO – Il Comune riduce la partecipazione in Garda Uno

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Nei giorni scorsi, il Comune di Toscolano Maderno ha deciso di vendere parte delle proprie quote a Garda Uno. Come ha spiegato il sindaco Roberto Righettini, l’operazione è stata sollecitata dalla stessa società multiutility per consentire l’ingresso di nuovi soci.

Il Comune di Toscolano Maderno possedeva quote per il 6,64% del capitale sociale, per un importo equivalente a 10milioni di euro. A seguito della decisione del Consiglio comunale volta a ridurre la partecipazione, il Comune ha restituito a Garda Uno il 3,64% delle quote, incassando così 364mila euro e ridimensionando la propria partecipazione al 3%.

Garda Uno, la società che gestisce il ciclo idrico integrato, la depurazione e la raccolta dei rifiuti nel Garda bresciano, mira ad ampliare le proprie partecipazioni, accogliendo nuovi Comuni che vorrebbero associarsi, come Rezzato, La società deve dunque acquistare le quote possedute dai soci, che detengono il 100% delle azioni in proporzioni diverse, che oscillano tra il 21,86% di Desenzano e lo 0,20% di Magasa e della Valvestino. Ciò ha suscitato qualche perplessità nei consiglieri del Pd: “Non siamo contrari alla cessione delle quote – ha detto Andrea Andreoli – purché questo non preluda a un disimpegno maggiore o a una diminuzione di peso politico nella società”. L’operazione è stata definita come “un passo che allontana da Garda Uno, società nota con l’intento di fornire servizi migliori a prezzi più bassi, ma che ultimamente lascia a desiderare sia in termini di prestazioni che di costi”.

Il Comune di Toscolano Maderno ha già manifestato la volontà di revocare a Garda Uno la gestione dell’acquedotto e sulla stessa linea si attesta anche il Comune di Limone del Garda, il cui Consiglio sta discutendo sulla possibilità di revocare l’affidamento del servizio. Il Pd ha aggiunto: “Sarebbe meglio far fronte comune con gli altri soci di Garda Uno, stabilire nuove regole tecniche ed economiche e far sì che i Comuni riprendano il peso politico che lo statuto riconosce loro”.