BRESCIA – Il Tribunale decide: Artematica deve pagare la Fondazione

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Il tribunale di Brescia condanna la Società di Treviso, Artematica a pagare alla Fondazione Brescia Musei 550.000 euro più interessi dall’11 luglio 2011, in relazione alla vicenda che in questi mesi ha messo in prima pagina numeri relativi ai visitatori della mostra di Matisse  realizzata a Brescia.

Dal momento in cui, i dati Siae hanno riscontrato ambiguità nei numeri, è iniziato l’iter giudiziario, ipotesi di reato per truffa e iscrizione nel registro indagati per l’Amministratore di Artematica, Andrea Brunello, e ad oggi, il Tribunale condanna la Società.
Il tribunale ha dichiarato: “Il credito di Fondazione Brescia Musei trovasse adeguata prova scritta documentale dalla risultanze del contratto stipulato tra le parti in data 18 giugno 2010″.

La Fondazione ha inoltre iscritto ipoteca giudiziale su un immobile di proprietà di Artematica s.r.l., a Treviso, per un ammontare di 626.300 euro, dato che il decreto è munito della formula della provvisoria esecutività.

Accanto a questa vicenda, se ne sta facendo strada un’altra, sembra la stesura del contratto tra Artematica e Brescia Musei sia stata fatta in uno studio legale di Milano, l’avvocato in questione sarebbe stato chiamato in causa per un parere legale, il quale avrebbe sconsigliato di adottare la formula dell’affidamento in luogo della gara e dal prevedere un premio economico in funzione del numero di ingressi, cosa che poi è accaduta.

Il consigliere del Pd, Claudio Bragaglio, sta intraprendendo una sua battaglia, il quale ha presentato un “ricorso straordinario”, in quanto non è stata consegnata la documentazione in merito all’incontro avvenuto con l’avvocato durante la stesura del contratto.
Nel caso in cui  l’informazione sia stata fatta, dichiara Claudio Bragaglio, “in tal caso, ci troveremmo oggi a constatare che l’occultamento di questi elementi di conoscenza si estenderebbe anche alle responsabilità di sindaco e giunta”.

Prontamente arriva la risposta della Fondazione, da parte del presidente Fausto Lechi, il quale dichiara: “Mancata trasparenza per non aver consentito l’accesso a un presunto parere legale che sarebbe stato dato sul contratto Matisse? La Fondazione non ha consentito l’accesso agli atti in quanto tale parere scritto non esiste, dato che l’assistenza legale ricevuta dalla Fondazione nella fase di redazione del contratto non si è estrinsecata in tale forma”, continua dicendo che le richieste di informazione “non rientrano nella disciplina della cosiddetta legge sulla trasparenza». Lechi ricorda inoltre che  Brescia musei è parte offesa e che tutte le informazioni sono state fornite ai magistrati.