TREMOSINE – La minoranza chiede le dimissioni del sindaco

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“Altro che borgo più bello d’Italia, ormai siamo quello più indagato”. Sono queste le parole pronunciate dai membri dell’opposizione di Tremosine, che dopo la notizia dell’ennesimo avviso di garanzia ricevuto dal sindaco Diego Ardigò, tornano a chiedere a gran voce che il primo cittadino faccia un passo indietro e dia le dimissioni. La minoranza, in vista del prossimo Consiglio comunale, ha annunciato un’interrogazione: “Siamo stanchi di tutto questo clamore e chiediamo, per l’ennesima volta, un atto di responsabilità a questa amministrazione: il sindaco abbia il buon senso di andarsene a casa”.

Sono sette le vicende giudiziarie che coinvolgono il sindaco di Tremosine, nei confronti del quale, per un periodo, è stata disposta anche la misura cautelare degli arresti domiciliari. Tuttavia due processi già si sono conclusi con altrettante assoluzioni con formula piena. L’ultimo avviso di garanzia diretto a Diego Ardigò ha per oggetto la mancata indizione di un bando per assumere un dipendente ed altre irregolarità. “Siamo davvero certi – si chiedono i membri dell’opposizione – che il tecnico assunto dal Comune, che non è né geometra, né architetto, abbia i titoli per occupare il posto che gli è stato assegnato? Se li ha, come mai quando era in Comunità Montana non ha mai fatto il Responsabile unico del procedimento? Visto che il Comune di Tremosine ha nel proprio organico figure titolate e competenti, geometri e architetti, perché si è deciso di assumere un nuovo dipendente?”.