GARDA – Navigazione: da rivedere la normativa interregionale

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Nel corso di queste settimane, in Provincia di Trento, è in corso un dibattito tra le istituzioni finalizzato a decidere come regolare la navigazione nella parte trentina del lago. In modo particolare, oggetto della discussione sono due distinte proposte di legge avanzate dai consiglieri Nerio Giovanazzi di Amministrare il Trentino e Mauro Ottobre del Partito Autonomista Trentino Tirolese; proposte che, dopo ben 10 lunghi anni di divieto, mirano a favorire la navigazione privata spinta da motori ecologici, oltre alle classiche vele.

Punto fermo è l’esigenza di offrire una tutela adeguata a chi sul Garda pratica la vela o sport come il windsurf. Si auspica, inoltre, che il dibattito aperto in seno alla Provincia di Trento si estenda anche alle altre due realtà che si affacciano sul lago, Brescia e Verona, al fine di approdare ad una revisione della vigente legge italiano interregionale. Al riguardo, la Comunità del Garda ha già avviato, infatti, il tavolo tecnico interregionale.

Il Garda e le sue bellezze si configurano come un ambiente che necessita d’essere protetto, valorizzato e tutelato, ma ciò non toglie che la protezione ben possa andare di comune accordo con le esigenze dell’economia e del turismo. In modo particolare, si avverte la necessità di adottare provvedimenti comuni volti ad impedire l’utilizzo di quei mezzi eccessivamente potenti e veloci che finiscono col minare la tranquillità del Garda e la sicurezza generale. D’altro canto, merita d’essere migliorata la portualità del lago e si dovrebbe in futuro consentire la navigazione solo alle imbarcazioni ecologiche, che non inquinano le acque lacustri.