PREVALLE – Un museo per l’arte dello spiedo con gli attrezzi antichi

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Lo spiedo, piatto tradizionale per eccellenza della cucina bresciana, diviene il protagonista di un museo a Prevalle, appunto, il museo dello spiedo.

“Gli spazi adatti li abbiamo – ha assicurato il sindaco, Amilcare Ziglioli. – Si tratta di alcuni vani delle antiche scuderie di palazzo Morani, l’edificio settecentesco che già ospita il municipio e la biblioteca”. L’area, dunque, c’è, così come c’è di che riempirla: Mario e Mimma Ferraboli si sono, infatti, detti ben lieti di mettere a disposizione la loro collezione di pezzi d’epoca, raccolti in molti anni di ricerche.

“Gli spiedi che, per le loro caratteristiche, potrebbero entrare nel museo sono una ventina – ha raccontato Mario -. Insieme testimoniano l’evoluzione nel tempo di questo strumento”. Lo stesso Mario Ferraboli, alcuni anni fa, ha anche inventato un’applicazione che mediante un sistema di fori e dentelli consente alla lancia in cui è infilzata la carne di compiere insieme “il movimento di rotazione e di rivoluzione, un po’ come la terra intorno al sole”, garantendo una cottura pressoché perfetta.

Tra i pezzi destinati ad essere esposti nel futuro museo prevallese ce ne sono alcuni di grande interesse, tra cui uno risalente agli inizi del secolo scorso ottimamente conservato e uno, funzionante a carbonella, realizzato negli anni Sessanta dal padre di Mario, Eraldo, il fondatore della dinastia imprenditoriale dei Ferraboli. Lo spiedo più ricco di suggestioni è, invece, stato costruito nel Settecento e presenta una scultura che si regge su eleganti volute in ferro battuto. Quest’ultimo, al tempo, veniva caricato a legna e i fumi della combustione venivano liberati nell’aria attraverso due condotti svettanti dal tamburo con la grazia di comignoli sottili.