La rabbia della gente sta crescendo ma i politici sanno fare solo chiacchiere

0

Partiamo dalla bella notizia: “Sono lieto di informarvi della mia intenzione di nominare l’ex presidente del Consiglio Romano Prodi come mio inviato speciale per il Sahel….Prodi ha una lunga e notevole carriera di governo e di diplomazia internazionale come creatore di consenso, avendo lavorato come primo ministro in Italia e presidente della Commissione europea per diversi anni”. Questa la gioiosa notizia diffusa dal segretario generale dell’Onu Ban Ki-Moon.

Romano Prodi

Applausi. Il signore ha colto uno dei lati più entusiasmanti delle tante qualità che vengono universalmente riconosciute a Prodi: la capacità di creare consenso. Speriamo che la nomina porti vantaggi anche al nostro export alimentare nel comparto delle mortadelle

E veniamo alla notizia triste: «Ho letto il decreto sul taglio alle Regioni: drastica riduzione dell’indennità entro il 30 novembre e nessuna pensione. Uno come me cosa deve fare?». Questo l’inizio dello sfogo dell’assessore alle Infrastrutture e mobilità della Regione Lombardia, Raffaele Cattaneo, pidiellino e formigoniano di ferro.

Aggiunge anche: “Non rubo e quindi non ho tesori all’estero. Vivo di ciò che fra un mese mi verrà dimezzato e tra mutuo, rette, ecc. non so come fare”. Aggiungo io che il signore è anche consigliere della Sea e membro del Consiglio di sorveglianza di Infrastrutture Lombarde Spa, incarichi notoriamente non proprio fondati sul volontariato, ma questi sono dettagli.

Raffaele Cattaneo

Applausi anche in questo caso. Perché non ruba e per il coraggio alla pubblica denuncia di una situazione d’indigenza alla cui attenzione solleciterei la Caritas.

Spero di avervi fatto sorridere, ma ora cerchiamo di essere seri. Quanto sta emergendo a livello nazionale ci fa capire che il malcostume non si annida solo a Roma ma anche nei capoluoghi di regione, nei consigli e giunte regionali da nord a sud.

Come se ne esce? Ha ragione Cruciani, che lo grida dai microfoni di Radio24: affamando la bestia. Cioè togliendo tutti i finanziamenti pubblici ai partiti e agli uomini politici.

Intendiamoci, non tutti i politici sono ladri. Ma la politica è impegno e passione civile, non può essere un lavoro. Massimo due/tre mandati, qualunque sia la carica, poi tutti a casa.

Sei i partiti vogliono fare “attività politica sul territorio” – come usano dire loro – che si cerchino i soldi per farlo. Se fino ad oggi hanno avuto finanziamenti pubblici da domani si arrangeranno a trovare nuove fonti.

Come dicono loro nei dibattiti pubblici a imprenditori costretti a chiudere le aziende per la crisi del mercato o a quei lavoratori che perdono il posto? “Riciclatevi inventandovi una nuova professionalità”.

Bene, che anche loro – i politici – si inventino una nuova forma di finanziamento, se vogliono fare politica. In caso contrario, se hanno un lavoro, che tornino a quello. O che se ne cerchino uno nuovo.

Questo è il mercato, bellezza!

Perché, anche in questo caso, le regole valgono per tutti tranne che per loro?

E le facce che fanno quando gli si chiede se non avevano mai avuto sentore delle ruberie varie? Qui la “grande coalizione” è una realtà consolidata da anni: tutti a fare l’espressione ebete di chi “non avrebbe mai immaginato”. Una “grande coalizione di facce di m…”

Ma come – dico io – è possibile che mai nessuno abbia detto, che so, ad Alfano che “Er Batman” aveva un livello di vita un tantino superiore alle sue possibilità?

E la Polverini, quella volta che ha partecipato a quella festa in maschera di quel giovane politico rampante, non si sarà accorta che era un tantino – come vogliamo definirla? – sopra le righe? eccessiva? caciarona? vergognosa? imbecille?

Fate voi.

E Bersani: davvero possiamo credere che non sapesse nulla, o che mai nessuno l’avesse messo in guardia, o che nemmeno a quella casta donna della Bindi gli avesse mai suggerito di guardare nelle tasche di Penati, responsabile della sua segreteria politica?

Io so che i politici, importanti e meno, a livello nazionale e territoriale, sono sempre impegnatissimi a “creare il consenso” e a “studiare soluzioni nuove per uscire dalla crisi”.

Ma benedetti ragazzi, tirate su la testa dal sacco, ogni tanto.

Qui, la cacca sta salendo a vista d’occhio e – come si dice – se finisce nel ventilatore… sporchiamo dappertutto.