Agenzia delle Entrate: 108 atti fiscali da semplificare

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108 adempimenti, dichiarazioni, domande ed atti fiscali: sono quelli censiti in vista di una loro semplificazione dal gruppo di lavoro creato l’estate scorsa dall’Agenzia delle Entrate,

Carlo Piccinato

Agenzia che ha ora chiesto a tutte le organizzazioni di categoria di valutare i tempi ed i costi connessi a tali oneri burocratici per avanzare poi proposte e suggerimenti per una più efficace opera di snellimento degli iter amministrativi.

“Siamo soddisfatti – sottolinea il presidente di Confartigianato Imprese Unione di Brescia Eugenio Massetti – della decisione presa dall’Agenzia delle Entrate in merito alla riduzione di alcuni gravosi adempimenti fiscali. E siamo ancora più soddisfatti del fatto che l’Agenzia stessa si rivolga alle categorie, riconoscendole così come soggetti qualificati ad indicare nuove semplificazioni che possano essere d’aiuto per gli imprenditori”.

E numerosi, secondo Confartigianato Brescia, dovrebbero essere gli obblighi fiscali obsoleti, ripetitivi, inefficaci ed eccessivamente complessi da sfoltire tra la cinquantina già individuati dal gruppo di lavoro e che ricadono sul mondo delle imprese.

Prima di tutto si segnala, riguardo l’abilitazione ai servizi telematici con delega agli intermediari, l’inutilità di rinnovare tali deleghe ogni due anni invece di mantenerle attive fino ad un’eventuale revoca, poi i costi elevati per i piccoli contribuenti che richiedono l’autorizzazione per compensare i crediti e l’inopportunità di decretare il blocco dell’attività di import-export per 30 giorni per coloro che avanzano richiesta di autorizzazione per effettuare operazioni intracomunitarie. Ma altri obblighi sono da considerare negativi per le aziende, a cominciare dalla comunicazione all’Anagrafe tributaria per i beni in godimento ai soci che crea poi complicazioni fiscali sul bilancio e sul reddito dei soci stessi, oppure le comunicazioni relative ai contratti di leasing e noleggio che per chi già fa l’invio dello spesometro risultano un doppione superfluo o, per concludere, la presentazione del modello sui dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore allegato alla dichiarazione annuale dei redditi che, a causa di controlli veramente “fiscali” dei dati, vede sanzionati anche coloro che hanno commesso errori trascurabili non ricadenti sul calcolo e sull’esito dello studio.

Segnalare i tempi ed i costi sostenuti dalle aziende per redigere e trasmettere determinate documentazioni potrà, inoltre, essere utile per individuare altre norme da rivedere in tutto od in parte, mentre per diminuire il carico di burocrazia interna alle aziende sarebbe auspicabile l’accorpamento di determinate comunicazioni, rendendole annuali e quindi più semplici da seguire, oppure l’abolizione pura e semplice di alcune dichiarazioni.

“Tutti questi adempimenti – spiega il segretario generale di Confartigianato Brescia Carlo Piccinato – risultano particolarmente onerosi per gli imprenditori artigiani sia in termini di denaro che di tempo. Questo primo passo fatto dall’Agenzia delle Entrate speriamo venga seguito da altre istituzioni ed enti dello Stato in modo da coinvolgere tutti i protagonisti della scena economica italiana nelle delicate scelte che il grave momento di crisi attuale richiede senza farle calare, come accade solitamente, dall’alto”.