VENEZIA – Il vedutismo di Francesco Guardi in mostra al Correr

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Per celebrare il trecentesimo anniversario della morte del pittore veneziano Francesco Guardi, al Museo Correr è stata allestita una bella e significativa mostra che raccoglie 120 opere provenienti da tutta Europa.

Francesco Guardi, di origini trentine, nacque a Venezia precisamente il 5 ottobre del 1712 e si formò sotto gli insegnamenti del padre Domenico, anch’egli pittore, ma che però non raggiunse mai un grande successo. Il genere principale di Guardi fu il vedutismo, nel quale seppe raffigurare luoghi e paesaggi incredibili, con una sensibilità che si potrebbe definire, senza esagerare, pre-romantica. Infatti, a differenza di un altro grandissimo pittore come Canaletto, sempre attento a trasmettere con lucidità e precisione esasperate le vedute che dipingeva, Guardi trascurava il dato formale, per concentrarsi su una pittura fatta più di emozioni e sensazioni, che suscita stati d’animo differenti, attraverso uno stile più libero, sfuocato, in certi casi sproporzionato, ma estremamente coinvolgente.

La rassegna offre un percorso espositivo cronologico e tematico, diviso in cinque sezioni che ripercorrono tutta la carriera dell’artista settecentesco. La prima parte è focalizzata sugli anni giovanili di Francesco, quando è alla prese con la pittura di figura (dipinti sacri, scene di vita quotidiana); la seconda sezione riguarda gli anni Quaranta, momento in cui Guradi dipinge scene ed episodi che accadono realmente. A metà degli anni Cinquanta inizia la sua carriera di vedutista, anche se è costretto a dipingere prendendo come riferimento le incisioni dei grandi maestri già affermati, in quanto in quegl’anni Canaletto la fa da padrone a Venezia.

La terza sezione mostra i paesaggi e capricci, dove le atmosfere diventano più libere, frenetiche e sfuocate, tramite un tratto mosso e frastagliato. La quarta sezione dedicata ai dipinti è quella che raccoglie tutte le rappresentazioni delle celebrazioni e festività veneziane del tempo, all’interno di chiese, basiliche e teatri, oppure all’aperto, specialmente sull’acqua durante certi riti marinari. La quinta sezione è riservata all’ultimo Guardi, quello che dipinge con estrema libertà di tratto e di percezione, toccando il vertice della sua produzione.

La mostra, curata da Alberto Craievich e Filippo Pedrucco, si chiude con i disegni e bozzetti del maestro vedutista. Da segnalare numerose opere mai esposte in Italia, come la veduta del Canal Grande proveniente da una collezione scozzese, il Porto di Rialto londinese e i due dipinti di Cleveland eseguiti nel 1782, durante il soggiorno veneziano di Papa Pio VI. La mostra “Francesco Guardi 1712-1793”, che viene accompagnata con un ciclo di conferenze presso Ca’ Rezzonico, può essere visitata tutti i giorni dalla ore 10 alle 19, fino al 6 gennaio 2013. Per ulteriori informazioni visita il sito correr.visitmuve.it.